VOCE
ECONOMIA
07.01.2026 - 21:30
Il 2026 si apre con un quadro economico particolarmente difficile per chi utilizza l’auto. Archiviato il periodo delle festività, dal 1° gennaio una serie di aumenti ha iniziato a incidere in modo diretto su alcune delle principali voci di spesa quotidiana: carburanti, pedaggi autostradali e assicurazioni auto. Un effetto domino che rischia di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie italiane, già provate da un 2025 segnato da inflazione e rincari diffusi.
L’allarme è stato lanciato dal Codacons, che parla di un avvio d’anno “pesante” per i consumatori. Secondo l’associazione, la combinazione di aumenti su mobilità e trasporti rappresenta un colpo significativo per milioni di cittadini, soprattutto per chi utilizza l’auto ogni giorno per lavoro o necessità familiari. Il rischio, avverte il Codacons, è una nuova frenata dei consumi e un aggravamento delle difficoltà economiche diffuse.
Carburanti: gasolio più caro dalla pompa
Tra i primi rincari entrati in vigore con il nuovo anno c’è il riallineamento delle accise sul gasolio. La misura prevede un aumento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro, con un impatto immediato sui prezzi alla pompa. Secondo le stime governative, l’intervento garantirà allo Stato 552 milioni di euro di maggiori entrate nel 2026. L’effetto, però, non riguarda solo gli automobilisti privati: l’aumento del costo del carburante rischia di riflettersi anche sui trasporti delle merci, con possibili ricadute sui prezzi finali dei beni di consumo.
Pedaggi autostradali: aumenti diffusi
Non va meglio a chi percorre spesso le autostrade. Dal 1° gennaio 2026 molte concessionarie hanno applicato adeguamenti tariffari con rincari medi intorno all’1,5%. Su alcune tratte gli aumenti risultano più marcati, come nel caso della Salerno–Pompei–Napoli. Un aggravio che pesa sia sui pendolari sia su chi utilizza l’auto per viaggi di lavoro o spostamenti di lunga percorrenza, incidendo mese dopo mese sulle spese di mobilità.
Rc auto e garanzie: premi più salati
La stretta non si ferma a carburanti e pedaggi. Dal 2026 aumenta anche il costo delle assicurazioni auto, in particolare per le garanzie accessorie. L’aliquota applicata ai premi per infortunio del conducente e assistenza stradale è salita in modo netto, passando dal 2,5% al 12,5%. La nuova tassazione si applica a tutti i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio, determinando un aumento dei premi Rc auto che si aggiunge a un contesto già segnato da rincari nel settore assicurativo.
Nuove tasse e consumatori sotto pressione
Alla stangata sull’auto si affiancano altri aumenti che contribuiscono a rendere il quadro complessivo ancora più critico. Dal nuovo anno sono cresciuti anche i prezzi delle sigarette, con un rincaro medio di 15 centesimi a pacchetto, primo passo di un aumento progressivo che entro il 2028 porterà il rincaro complessivo fino a 40 centesimi. A salire sono state anche le accise su tabacco trinciato, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.
Inoltre, dal 1° gennaio è entrata in vigore una tassa da 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-Ue con valore inferiore a 150 euro. Una misura che colpisce in particolare gli acquisti online da piattaforme extraeuropee e che rischia di rendere meno convenienti molte offerte di e-commerce.
Secondo il Codacons, “il 2026 si apre con una vera e propria raffica di aumenti” che arriva in un momento di forte fragilità economica per le famiglie italiane. L’effetto cumulativo di carburanti più cari, pedaggi in aumento e assicurazioni più costose rischia di tradursi in una spesa mensile sensibilmente più alta per chi utilizza l’auto, mettendo sotto pressione i bilanci domestici e rallentando ulteriormente la ripresa dei consumi.
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