VOCE
CUCINA
07.01.2026 - 21:00
C’è una sola bevanda che riesce a racchiudere inverno, feste e convivialità, ed è il vin brulè. Immancabile nelle sere della Befana, nei mercatini natalizi e nei rifugi di montagna, è uno dei vini caldi più amati in Europa. Ogni Paese ha la sua variante, ma la base resta sempre la stessa: vino rosso, zucchero e spezie.
Il vin brulè è una bevanda antica e ricca di storia. Le sue origini risalgono addirittura all’Antica Grecia e all’epoca romana, quando veniva chiamato conditum paradoxum. Una delle prime testimonianze scritte compare nel trattato “De re Coquinaria” di Apicio, che descrive un vino scaldato e aromatizzato con spezie, miele e frutta.
La ricetta originale del vin brulè
Preparare il vin brulè in casa è semplice, ma richiede attenzione alla qualità degli ingredienti. La scelta del vino è fondamentale: deve essere corposo, fruttato e di buona qualità, come Sangiovese, Merlot o Cabernet. La frutta, invece, deve essere rigorosamente non trattata.
Ingredienti
1 bottiglia di vino rosso fermo
2 cucchiai di zucchero
1 arancia
1 mela
1 limone
8 chiodi di garofano
2 stecche di cannella
A piacere: 5 grani di pepe, 1 anice stellato, 5 bacche di ginepro o un cucchiaino di noce moscata
Procedimento
Tagliare a pezzi la mela, l’arancia e il limone. Se si desidera, infilare i chiodi di garofano nella buccia dell’arancia. Versare il vino in una casseruola e scaldarlo senza portarlo a ebollizione: l’alcol etilico evapora a 78°C e una temperatura troppo alta altererebbe il sapore. Quando il vino è caldo, aggiungere zucchero, spezie e frutta. Prestare attenzione a eliminare la parte bianca della buccia degli agrumi, che renderebbe la bevanda amara. Lasciare sul fuoco basso per circa 20 minuti, mescolando delicatamente. Filtrare e servire ben caldo, rigorosamente in compagnia.
I benefici del vin brulè
Oltre a essere una coccola per il palato, il vin brulè vanta anche una tradizione legata al benessere. Nato nel silenzio dei conventi, veniva utilizzato come rimedio naturale contro i mali di stagione. I tannini del vino hanno un’azione antivirale, mentre le spezie potenziano l’effetto benefico: la cannella aiuta a contrastare gli stati influenzali, i chiodi di garofano sono potenti antibatterici naturali e le scorze di limone hanno proprietà antisettiche e balsamiche, utili nelle infezioni respiratorie.
La storia del vin brulè
Conosciuto come glühwein in tedesco, vin chaud in francese e mulled wine in inglese, il vin brulè è diffuso in tutta Europa e anche oltre. Nell’Antica Roma veniva servito a fine pasto agli ospiti, mentre nel Medioevo era noto come Ippocrasso, un vino speziato e addolcito con miele. Nel corso dei secoli la ricetta si è evoluta, dando origine alle numerose varianti regionali fino al vin brulè che conosciamo oggi: una bevanda che continua a essere simbolo di calore, festa e condivisione.
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