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ANIMALI SELVATICI

Fauna selvatica, nasce un nuovo centro di recupero a Verona

7mila metri quadri per curare animali feriti e potenziare ricerca e didattica

Fauna selvatica, nasce un nuovo centro di recupero a Verona

Un nuovo centro di recupero per animali selvatici sta per nascere a Verona. Un luogo dedicato alla cura e alla presa in carico di volpi, tassi, ricci, leprotti e altri animali che, feriti o in difficoltà, necessitano di assistenza temporanea per poter tornare in natura.

La realtà esiste già a Lazise, ma per rispettare le nuove normative, garantire cure sempre più adeguate e collocarsi in una posizione più centrale a servizio dell’intera provincia, l’associazione Progetto Natura Verona Lago ha siglato la scorsa estate una convenzione con il Comune di Verona. La nuova sede sorgerà a Parona, in un’area comunale di 7mila metri quadrati tra Corte Molon e il campo da rugby.

Strutture moderne e spazi dedicati

"Due settimane fa abbiamo iniziato a sistemare la recinzione che delimita l’area, dove saranno posizionati fabbricati, container e strutture sia per il ricovero degli animali selvatici che per gli uffici dei volontari e la didattica", spiega Matteo Arfellini, l’architetto incaricato della progettazione. "Siamo in attesa del permesso di costruire definitivo, ma nel frattempo l’area patrimonio del Comune ha già assegnato lo spazio all’associazione".

Il progetto punta a creare un centro all’avanguardia, in grado di rispondere alle esigenze sanitarie degli animali e alle direttive dell’Ulss, sempre più stringenti in termini di spazi, distanze e gestione.

Un’attività in continua crescita

Progetto Natura Verona Lago è nata nel febbraio 2020 per supportare il Centro di recupero fauna selvatica provinciale (CRAS) presso la clinica veterinaria Verona Lago di Lazise. Oggi conta 119 soci, di cui 45 volontari attivi.

I numeri raccontano una crescita costante: dagli 800 animali soccorsi nel 2020 si è arrivati a 2.500 nel 2025. "Siamo a servizio dell’intera provincia, da San Bonifacio a Malcesine, e per svolgere al meglio tutte le mansioni è assolutamente necessario disporre di nuovi spazi", sottolinea la presidente Carlotta Mantovani. "L’attuale struttura non consente ulteriori ampliamenti né il rispetto delle distanze necessarie tra una gabbia e l’altra".

Ricerca, divulgazione e volontari

Il nuovo centro non sarà solo un luogo di cura, ma anche un polo di divulgazione scientifica e sensibilizzazione ambientale. "In questo modo avremo anche più facilità nel reperire volontari, spesso studenti universitari", aggiunge Mantovani. "L’obiettivo è diventare progressivamente un punto di eccellenza per la ricerca e l’educazione ambientale, non solo per Verona ma per tutto il Veneto".

Fondamentale il sostegno dei cittadini

La Provincia, su delega regionale, garantisce solo rimborsi parziali delle spese di gestione, senza fondi aggiuntivi per la realizzazione delle strutture. Per questo motivo il progetto può andare avanti solo grazie al sostegno di aziende e privati cittadini.

È stata così avviata una raccolta fondi online sulla piattaforma ideaginger.it, dal titolo "La natura al centro. Una rete, un sogno per la fauna selvatica di Verona".

"Abbiamo già le autorizzazioni dell’Ulss 9 e della polizia provinciale", conclude Mantovani. "Non appena arriverà il via libera definitivo e le prime risorse economiche, potremo avviare i lavori e creare anche un’area dedicata alla didattica e alla sensibilizzazione della cittadinanza".

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