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POLITICA

Pacchetto sicurezza, la stretta del governo

Coltelli vietati, espulsioni accelerate e nuove regole per le Ong in mare

Pacchetto sicurezza, la stretta del governo

Tolleranza zero sui coltelli, più poteri a prefetti e forze dell’ordine, espulsioni più rapide e una stretta sulle Ong che operano nel Mediterraneo. Sono i pilastri del nuovo pacchetto sicurezza su cui è al lavoro il governo, contenuto in una bozza di circa sessanta articoli visionata dall’Adnkronos. Il provvedimento introduce misure più severe su porto d’armi e strumenti da taglio, manifestazioni pubbliche e sicurezza urbana, e potrebbe includere le cosiddette “misure anti-maranza” richiamate dalla premier Giorgia Meloni a inizio anno.

Coltelli sotto stretta sorveglianza
Tra le novità principali c’è il divieto di porto di strumenti ritenuti particolarmente pericolosi: lame flessibili, acuminate e taglienti oltre i 5 centimetri, coltelli a scatto o a farfalla, facilmente occultabili e di uso frequente. Per chi circola con questi oggetti è prevista una pena da 1 a 3 anni di carcere. Per altri coltelli o strumenti taglienti oltre gli 8 centimetri, la reclusione va da 6 mesi a 3 anni. Scattano aggravanti se il fatto avviene a volto coperto, in gruppo o in luoghi sensibili come scuole, banche, parchi e stazioni. La bozza introduce anche sanzioni fino a 1.000 euro per chi non vigila su un minore che porta un coltello e il divieto di vendita ai minorenni, anche online.

Fermo preventivo, perquisizioni e controlli
Il testo amplia i poteri di prevenzione: durante manifestazioni pubbliche, gli agenti potranno trattenere fino a 12 ore persone ritenute pericolose, soprattutto a volto coperto o con casco. Sono previste perquisizioni in luoghi pubblici nella fascia 23-4 per prevenire reati che minacciano l’ordine pubblico. Sui controlli stradali, chi non si ferma all’alt rischia da 6 mesi a 5 anni di carcere, con sospensione della patente e confisca del veicolo. I prefetti potranno istituire “zone rosse” e adottare misure preventive per rafforzare la sicurezza urbana, oltre a nuovi fondi per la sorveglianza delle stazioni.

Aggravanti e espulsioni più rapide
La bozza introduce aggravanti per i delitti contro i giornalisti commessi durante l’esercizio della professione e procedure accelerate per la revoca di permessi di soggiorno o patenti a chi viene sorpreso con armi da taglio. È previsto inoltre che cittadini e forze dell’ordine non siano iscritti automaticamente nel registro degli indagati quando ricorrono cause di giustificazione come legittima difesa, adempimento del dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità.

La stretta sulle Ong in mare
Sul fronte immigrazione, il pacchetto prevede una stretta anti-Ong: in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, potrà essere disposta l’interdizione temporanea dell’accesso alle acque territoriali. La misura, fino a 30 giorni prorogabili di ulteriori 30 e fino a un massimo di sei mesi, sarà adottata con delibera del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il provvedimento punta a una risposta rapida e deterrente contro violenza urbana e microcriminalità, rafforzando il presidio del territorio e la certezza della sanzione. Resta ora il passaggio politico e parlamentare per definire tempi e contenuti finali di una riforma destinata a incidere su sicurezza, ordine pubblico e immigrazione.

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