VOCE
FARMACIE
17.01.2026 - 21:00
Dal 2026 le farmacie diventano veri e propri presìdi di prevenzione sanitaria. Entra infatti in vigore la riforma dei “nuovi servizi farmaceutici”, che amplia in modo significativo la tipologia di esami diagnostici eseguibili direttamente sotto casa, senza passare da ospedali, cliniche o laboratori analisi. Una svolta che punta a rafforzare la sanità di prossimità e a ridurre tempi di attesa e affollamento nelle strutture pubbliche.
Fino allo scorso anno, in farmacia era possibile effettuare solo test di autodiagnosi di base, come glicemia o colesterolo. Con la nuova normativa, invece, le oltre 19 mila farmacie italiane potranno eseguire esami di laboratorio veri e propri, utilizzando strumenti certificati e personale adeguatamente formato. Tra i nuovi servizi rientrano analisi del sangue per ormoni, controlli della funzionalità renale ed epatica, marker cardiaci, test infiammatori e screening oncologici rapidi, come il Psa per il tumore della prostata o il test per il colon-retto. I risultati avranno valore clinico e saranno caricati anche nel fascicolo sanitario elettronico.
La riforma rappresenta una svolta soprattutto per i pazienti cronici. Chi convive con patologie come il diabete o le malattie cardiovascolari potrà effettuare controlli frequenti e immediati, senza spostamenti e con risposte rapide, favorendo una gestione più continua e personalizzata della malattia. Secondo Federfarma, in Italia si eseguono ogni anno circa 500 milioni di analisi di laboratorio: almeno il 15% di queste potrebbe essere assorbito dalle farmacie, alleggerendo il carico sul sistema sanitario tradizionale.
Dal punto di vista organizzativo, saranno le Regioni a stabilire quali esami potranno essere effettuati in farmacia e come verranno rimborsati i costi. Le farmacie dovranno inoltre dotarsi di spazi riservati, apparecchiature conformi agli standard di sicurezza e qualità e procedure rigorose, per evitare il rischio di una diagnostica improvvisata o poco affidabile.
I primi territori a partire saranno Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio, dove nei prossimi mesi prenderanno il via progetti pilota. L’obiettivo è estendere progressivamente il modello a tutto il Paese, trasformando le farmacie in punti chiave della prevenzione e del monitoraggio sanitario, sempre più centrali nella vita quotidiana dei cittadini.
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