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CRONACA

Studentesse spiate nei bagni della Ca’ Foscari

Allarme molestie a Mestre: “Chiudetevi dentro e chiamateci”

Studentesse spiate nei bagni della Ca’ Foscari

Paura all’università Ca’ Foscari dopo due episodi di studentesse spiate e filmate nei bagni della sede di Mestre, in via Torino. È scattata la caccia al responsabile, che avrebbe allungato uno smartphone sotto la porta dei servizi igienici per riprendere le ragazze, per poi fuggire.

La vicenda è emersa inizialmente da una segnalazione anonima pubblicata su una pagina social interna agli studenti. “Ero seduta in bagno e ho visto un telefono da sotto la porta che mi stava riprendendo”, si legge nel post. “Parlandone con chi di dovere, mi hanno detto che era successa la stessa cosa a un’altra ragazza la settimana scorsa. Ragazze, dovete stare attente e fare denuncia”.

La conferma dell’ateneo e la mail ufficiale
L’università ha confermato gli episodi e ha inviato una comunicazione ufficiale a studentesse e studenti, in italiano e in inglese. “Desideriamo informarvi di un episodio di estrema gravità nei bagni delle donne. Due studentesse hanno segnalato che uno smartphone era stato introdotto nel bagno attraverso l’apertura inferiore della porta e sospettano che stesse effettuando riprese”, scrive Ca’ Foscari. “Il dispositivo è stato immediatamente ritratto quando le studentesse stavano per uscire. Entrambe hanno presentato formale denuncia”.

Nella stessa mail, l’ateneo ha fornito indicazioni di sicurezza in caso di nuovi episodi: “Si consiglia di rimanere chiuse in bagno e di telefonare al centralino del Campus Scientifico al numero 041 234 8411”. Ca’ Foscari ha inoltre assicurato che valuterà provvedimenti adeguati, inclusa l’installazione di sistemi di sorveglianza e dissuasione.

La protesta dei collettivi: “Indicazioni non sicure”
Le indicazioni dell’università hanno però suscitato forti critiche da parte dei collettivi studenteschi. Il collettivo L.i.s.c. contesta la linea dell’ateneo: “Come si può pensare che sia una scelta sicura impossessarsi del cellulare del molestatore e chiamare un numero generico dell’università, senza certezza alcuna di ricevere risposta o intervento immediato ed efficace?”. E aggiunge: “La proposta maschera una triste realtà: Ca’ Foscari non ha nessun iter da applicare, né mette a disposizione di studentesse e studenti i giusti strumenti di tutela in caso di molestie”.

Dal canto suo, l’università ricorda di essere dotata di un Comitato Unico di Garanzia e di una Consigliera di Fiducia, figure dedicate a fornire assistenza in caso di molestie sessuali, discriminazioni o situazioni di disagio. Intanto proseguono le verifiche per individuare il responsabile e rafforzare le misure di sicurezza all’interno del campus.

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