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OLIMPIADI 2026

Olimpiadi nel mirino degli hacker

Cyber-difesa blindata per Milano Cortina 2026, ma l’allerta resta massima

Olimpiadi nel mirino degli hacker

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 saranno uno degli eventi più sorvegliati di sempre anche sul fronte digitale. Nonostante una difesa informatica “blindata”, il rischio di attacchi hacker resta elevato, complice il contesto geopolitico internazionale e l’enorme visibilità dei Giochi. Per questo è scattata una massima allerta sulla cybersecurity, con una struttura di controllo attiva 24 ore su 24.

A fine novembre la Fondazione Milano Cortina ha siglato un accordo con il dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, coinvolgendo il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) e i centri regionali di sicurezza cibernetica della Polizia postale di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. A loro è affidata la definizione delle strategie di prevenzione e risposta agli attacchi, supportata da una rete dedicata per le comunicazioni di emergenza e la condivisione immediata dei dati.

Come si protegge un’Olimpiade digitale
La cybersecurity è parte integrante della più ampia strategia tecnologica dei Giochi, che comprende il rafforzamento delle infrastrutture Tlc, dalla fibra al 5G, sistemi avanzati di videosorveglianza, fino all’uso di droni per le dirette streaming. L’obiettivo è garantire continuità operativa e sicurezza a fronte di un evento seguito da oltre 3 miliardi di persone nel mondo.

Il caso Cloudflare e le tensioni
Il tema è finito al centro dell’attenzione anche per il caso Cloudflare. L’azienda guidata da Matthew Prince è stata sanzionata dall’Agcom con una multa da 14 milioni di euro. In risposta, il ceo ha scritto su X: "Valutiamo di interrompere i milioni di dollari in servizi di sicurezza informatica pro bono che stiamo fornendo in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina". Al momento non è chiaro se alle parole seguiranno i fatti e quale sarebbe l’impatto sull’assetto di sicurezza dei Giochi.

Tutti gli attori in campo
La macchina organizzativa resta comunque imponente. Oltre all’accordo con la Pubblica sicurezza, la Fondazione ha siglato nel 2025 protocolli con l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza nazionale (Acn) e il Coni per il monitoraggio continuo delle minacce e la gestione delle crisi. È coinvolta anche Leonardo, partner tecnologico dell’evento, che fornisce soluzioni mission critical per comunicazioni radio e sale di controllo. A questo si aggiunge la partnership con Juniper Networks Italy, incaricata di ottimizzare le reti e proteggere i flussi di dati che attraverseranno l’ecosistema digitale olimpico.

I rischi: “Anche le minacce puntano all’oro”
Secondo il report “Defending the 2026 Milano Cortina Winter Games” del team Unità 42 di Palo Alto Networks, i grandi eventi sportivi attirano attacchi sempre più sofisticati. “Durante le Olimpiadi anche le minacce informatiche puntano all’oro”, avvertono i ricercatori. I precedenti lo dimostrano: a PyeongChang 2018 furono interrotti i servizi wi-fi; a Tokyo 2020 si tentò di sabotare le attività preliminari; a Parigi 2024 si registrò un picco di attacchi DDoS e campagne di phishing a tema olimpico.

Le aree più a rischio sono le infrastrutture critiche: energia, acqua, mobilità (trasporto pubblico e ferroviario), sistemi di pagamento digitale, ticketing e siti ufficiali dell’evento. L’intelligenza artificiale, avvertono gli esperti, “aiuta gli aggressori a individuare più rapidamente i punti deboli e il percorso di accesso più semplice”. A questo si somma il rischio di azioni dimostrative legate alle tensioni geopolitiche, con tentativi di diffondere panico o disinformazione sfruttando la platea globale.

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