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INFLUENZA

Influenza K, possibile nuovo picco a febbraio

Bassetti: “Paracetamolo non accorcia i sintomi, attenzione alle ricadute”

Influenza K, possibile nuovo picco a febbraio

L’influenza K potrebbe tornare a crescere a febbraio, nonostante i dati ufficiali mostrino una lieve flessione. A dirlo è il virologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs Policlinico San Martino di Genova, che invita alla prudenza: “Non escluderei un nuovo picco”. Il motivo? Il sistema di sorveglianza non intercetta tutti i casi, soprattutto quelli di chi si cura a casa senza rivolgersi al medico.

I numeri ufficiali e cosa non torna
Nella settimana 5–11 gennaio i casi risultano in lieve diminuzione: 773 mila nuovi contagi, per un totale stagionale di circa 8,4 milioni. L’incidenza resta più alta tra i bambini 0–4 anni. Secondo l’Iss, per capire se il picco è davvero superato servono ancora alcune settimane, anche alla luce dell’impatto della riapertura delle scuole.
La circolazione è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media in Marche, Lazio, Molise e Puglia, bassa altrove (con l’eccezione di Campania e Calabria).
Ma Bassetti avverte: “Questi dati arrivano dai medici di medicina generale e non includono la grande maggioranza di chi si cura da solo”. Dunque la diminuzione potrebbe non essere reale.

Ricadute e durata della stagione
Il rischio di ricadute è concreto: “Chi ha avuto l’influenza può rifarla”, soprattutto con la variante K. “Uno potrebbe riaverla a febbraio”, spiega il virologo. La stagione influenzale non è finita: gennaio, febbraio e probabilmente marzo, con casi fino ad aprile. La vaccinazione è ancora utile.

Farmaci: cosa fare (e cosa no)
Sul fronte delle cure, Bassetti è netto:

  • Antibiotico: “Mai e poi mai”. Serve solo in rari casi (meno dell’1%) con polmonite e ricovero.

  • Paracetamolo: solo in presenza di febbre. “Non va preso a orari fissi” e “non riduce la durata dei sintomi”.

  • Ibuprofene meglio del paracetamolo? “Una stupidaggine”. In generale gli antinfiammatori non accorciano l’influenza e andrebbero evitati salvo casi specifici.

  • Cosa riduce davvero i sintomi: l’Oseltamivir, antivirale orale, se indicato.

Pressione sugli ospedali e scenario a breve
Secondo Bassetti, il picco principale è stato raggiunto, ma siamo in una fase di plateau: “I casi restano tanti e la pressione sugli ospedali è importante”. E conclude con l’avvertimento: “Potrebbe esserci una nuova risalita a febbraio. Forse non ai livelli di fine dicembre, ma comunque con numeri molto alti”.

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