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SALUTE A TAVOLA

Forno a microonde: fa davvero male? Cibi e contenitori da evitare

Cosa dicono gli esperti e quali alimenti non andrebbero mai cotti

Forno a microonde: fa davvero male? Cibi e contenitori da evitare

Il forno a microonde è ormai uno degli elettrodomestici più diffusi nelle case, apprezzato per la velocità con cui scalda e cuoce gli alimenti. Ma attorno al suo utilizzo continuano a circolare dubbi e timori: fa male alla salute? altera i cibi? produce sostanze tossiche?

La cottura a microonde avviene tramite l’interazione tra onde elettromagnetiche e le molecole di acqua e grassi presenti negli alimenti. Questo processo fa sì che il cibo si scaldi prima all’interno e poi all’esterno, riducendo i tempi di preparazione rispetto ai metodi tradizionali.

Secondo studi scientifici e test condotti su un ampio campione di elettrodomestici, i forni a microonde non sono pericolosi per la salute, a patto che siano integri e utilizzati correttamente. È fondamentale infatti che l’energia prodotta resti confinata all’interno dell’apparecchio, senza dispersioni verso l’esterno.

Esistono però teorie critiche, secondo cui le alte temperature raggiunte, soprattutto nei liquidi, sarebbero innaturali, e alcuni nutrienti verrebbero distrutti o trasformati in composti nocivi. Tra gli studi più citati c’è quello dello scienziato svizzero Hans Hertel, che in collaborazione con istituti universitari rilevò alterazioni nei valori ematici dopo il consumo di alimenti cotti al microonde, come variazioni di colesterolo e globuli bianchi. Questi risultati, tuttavia, sono stati oggetto di discussione e non sono stati universalmente confermati dalla comunità scientifica.

Ciò che è certo è che non tutti gli alimenti sono adatti alla cottura nel microonde. Alcuni possono diventare pericolosi o perdere completamente le loro qualità nutrizionali.

Le uova, ad esempio, non andrebbero mai cotte nel microonde: l’accumulo di vapore interno può provocarne l’esplosione e alterarne la composizione. Anche uova strapazzate o frittate risultano sgradevoli nel sapore.
Le patate possono essere cotte solo se sbucciate e in contenitori adatti, ma riscaldare patate già cotte è sconsigliato per il rischio di botulismo.
Il pollo necessita di una cottura profonda e uniforme: nel microonde le onde penetrano solo per pochi centimetri, permettendo ai batteri di sopravvivere.
I wurstel, se cotti al microonde, possono sviluppare prodotti di ossidazione del colesterolo, collegati a rischi cardiovascolari.
Peperoni e peperoncini possono generare reazioni chimiche con la capsaicina, diventando nocivi e causando scintille.
Pizza e pane perdono consistenza e sapore.
I funghi, se riscaldati, possono subire alterazioni proteiche che causano gonfiore e disturbi digestivi.
Gli spinaci e le verdure a foglia verde, ricchi di nitrati, possono trasformarli in nitrosamine, sostanze potenzialmente cancerogene.

Anche i contenitori richiedono particolare attenzione. Nel microonde non vanno mai usati carta, plastica non certificata, alluminio, ceramiche o vetri con inserti metallici, legno, bambù, pellicole non idonee, cristallo al piombo e stoviglie decorate con oro o argento. La plastica può sciogliersi, mentre i metalli provocano scintille e danni all’apparecchio.

Il funzionamento del microonde si basa sul magnetron, che trasforma l’energia elettrica in onde elettromagnetiche a bassa energia, capaci di mettere in movimento le molecole degli alimenti. I modelli più moderni includono funzioni come scongelamento, riscaldamento, crisp e programmi automatici, rendendo l’uso più sicuro ed efficiente.

In conclusione, il forno a microonde non è dannoso in sé, ma va utilizzato con consapevolezza. La scelta corretta degli alimenti e dei contenitori fa la differenza tra un utilizzo sicuro e uno potenzialmente rischioso.

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