VOCE
CRONACA
28.01.2026 - 20:00
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato accertamenti sul questionario promosso da giovani militanti di Fratelli d’Italia per segnalare presunti docenti “di sinistra” che farebbero propaganda politica a scuola. L’iniziativa, circolata in alcuni istituti, ha sollevato polemiche e timori di schedature degli insegnanti.
Secondo la sottosegretaria Paola Frassinetti, il caso sarebbe riconducibile a un’iniziativa indipendente di studenti e anonima, quindi non assimilabile a liste di proscrizione. "La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso", ha dichiarato, aggiungendo che l’operazione sarebbe simile ad altre iniziative studentesche legate a diverse sensibilità politiche.
Il modulo, promosso dall’organizzazione "La nostra scuola" e rilanciato da Azione Studentesca, chiede agli studenti di rispondere a domande come: "Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti". L’obiettivo dichiarato sarebbe la stesura di un report nazionale.
Dura la risposta di parte del mondo della scuola. Giorgio Peloso Zantafroni, insegnante di lettere, in un video afferma: "Fa più paura l’antifascismo insegnato piuttosto del fascismo mai davvero disimparato". E aggiunge, provocatoriamente: "Vorrei rendere più facile il lavoro ai signori di Azione Studentesca: mi dichiaro di sinistra, schedatemi", definendo l’iniziativa "una preoccupante deriva autoritaria".
Dal canto suo, Riccardo Ponzio, presidente di Azione Studentesca, respinge le accuse: "Non chiediamo nomi né facciamo liste di proscrizione". E precisa: "Il questionario chiede se si è assistito a casi di propaganda politica e, in caso affermativo, di descriverli. È più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi: i casi di propaganda nelle scuole esistono".
Il ministero proseguirà ora con gli accertamenti per verificare se l’iniziativa abbia violato norme o principi di libertà e pluralismo all’interno degli istituti scolastici.
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