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CRONACA

Cavo Dragone: "C’è la Nato, l’esercito europeo non serve"

Il capo del Comitato militare dell’Alleanza: "La priorità resta la minaccia russa"

Cavo Dragone: "C’è la Nato, l’esercito europeo non serve"

"C’è la Nato, l’esercito europeo non serve". È netta la posizione dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, da un anno presidente del Comitato militare dell’Alleanza Atlantica ed ex capo di Stato maggiore della Difesa italiana. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ammiraglio chiarisce che la sicurezza del continente passa ancora dall’Alleanza atlantica, non dalla creazione di una forza armata europea autonoma.

Secondo Cavo Dragone, "la Nato ha già tutti gli strumenti per rispondere alle crisi e per ripensare sé stessa". Per questo invita a spostare il dibattito: "Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti".

La Nato e il ruolo degli Stati Uniti

Alla domanda su un possibile disimpegno americano dalla difesa comune, l’ammiraglio ridimensiona gli allarmi: "È nel Dna della Nato riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni adattandoci ai cambiamenti". E aggiunge: "Non vedo una crisi. Anzi, usciamo più coesi e più forti dagli ultimi stress test".

I valori fondanti restano, sottolinea, "la sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia". E anche quando Washington alza i toni, per Cavo Dragone il messaggio è chiaro: "Gli Stati Uniti chiedono una distribuzione più equa dei costi della difesa, ed è una richiesta legittima".

La minaccia russa al centro della strategia

La vera priorità resta Mosca. "La minaccia russa è stata confermata dal 2022 e guida la nostra strategia. Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza", afferma l’ammiraglio. L’Europa, dopo il vertice dell’Aia, si è impegnata ad aumentare la spesa militare: ora, spiega, "devono seguire maggiori responsabilità operative".

Groenlandia, Artico e nuove tensioni

Sulle tensioni tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia, Cavo Dragone invita alla calma: "Nessuno ha mai pensato che potesse scoppiare un conflitto armato tra alleati". Il Comitato militare, spiega, ha lasciato la questione sul piano politico, concentrandosi invece sull’Artico, area sempre più strategica.

"L’Artico sta diventando centrale", osserva, per via dello scioglimento dei ghiacci, delle nuove rotte commerciali e delle risorse minerarie. "I russi non vanno in Artico per osservare foche e orsi: hanno riaperto basi chiuse da decenni e testato nuove armi". E avverte: "La Russia opera ormai in concerto con la Cina, che si definisce una nazione quasi artica".

No all’esercito europeo

Sul progetto di una difesa comune europea, la risposta resta ferma: "Non sposo l’idea di esercito europeo, resto legato alla Nato assieme agli Usa". Gli Stati Uniti, ribadisce, "rimangono fondamentali", anche se in futuro potranno esserci "riorientamenti parziali".

E alla provocazione sui toni duri di Donald Trump verso l’Europa, Cavo Dragone conclude: "Sì, Trump ha preso a schiaffi l’Europa, ma in altri consessi ha ribadito la validità della Nato".

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