VOCE
CRONACA
29.01.2026 - 18:00
"L’ultimo anno è stato il più brutto della mia vita". Nicola Carraro, editore e produttore cinematografico, racconta sulle pagine di Chi il calvario vissuto negli ultimi dodici mesi, trascorsi in gran parte tra ospedali e riabilitazione, fino a sfiorare la morte. Tra pochi giorni spegnerà 84 candeline, ma per lui questo compleanno è soprattutto il simbolo di una rinascita.
Il 2025 era iniziato nel peggiore dei modi. "Mi sono spaccato la schiena, sono finito sulla sedia a rotelle", racconta Carraro. L’incontro con Luca Zaia e il trasferimento all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso hanno segnato una svolta: grazie all’intervento dello specialista Altin Stafa, "nel giro di dieci minuti mi rimette in piedi". Segue il rientro a Milano, la fisioterapia, la speranza di rimettersi in moto. Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Dopo una cura dimagrante, prescritta per migliorare la mobilità, Carraro viene colpito da una pancreatite acuta. "Una sera comincio a stare male. In ospedale dicono a Mara che sono in fin di vita". La causa, spiega, sarebbe stata un farmaco per perdere peso: "Quel farmaco mi ha fatto venire la pancreatite. Al San Raffaele c’erano molti casi simili". Segue un lungo ricovero: tre settimane in ospedale, con la moglie Mara Venier che faceva la spola tra Roma e Milano.
È proprio l’amore di Mara a fare la differenza. "Ho lottato perché avevo lei accanto. Se sono vivo è per lei", confessa Carraro. "Sono state la sua forza di volontà e la sua vicinanza a farmi resistere". Dopo le dimissioni, le difficoltà non finiscono: "Prima dell’estate non camminavo di nuovo. Ma l’ho guardata negli occhi e ho capito che dovevo farcela".
Oggi Carraro guarda avanti. "Questo compleanno lo farò in piedi", dice. E parlando della moglie, con cui sta dal 2000, usa parole cariche di gratitudine: "È una donna straordinaria. Lo sapevo ancora prima di incontrarla". Una dichiarazione che chiude il racconto di un anno terribile, ma anche di una battaglia vinta grazie all’amore.
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