VOCE
CRONACA
31.01.2026 - 06:00
Il Comune di Cadoneghe ha deciso di non assegnare un’area per la realizzazione di un cimitero islamico privato. A confermarlo è il sindaco Marco Schiesaro, che oggi ha spiegato le ragioni della scelta in merito alla richiesta presentata nel 2021 dall’associazione Shabuz Bangla per un camposanto in via Augusta.
"La libertà di culto è pienamente tutelata, ma le scelte pubbliche devono rispettare le leggi fondamentali e i principi fondanti dello Stato", ha dichiarato il primo cittadino, chiarendo che la decisione nasce da una valutazione amministrativa e costituzionale, non da pregiudizi religiosi. Il progetto prevedeva un’area dedicata con ingresso autonomo, spazi per la preparazione delle salme secondo il rito islamico, una sala di preghiera e circa duecento sepolture.
Uno dei nodi principali riguarda la situazione del cimitero comunale, che risulta già saturo. "Ogni scelta in materia cimiteriale deve rientrare in una pianificazione complessiva e sostenibile", ha spiegato Schiesaro. "Non si tratta di rispondere a singole richieste, ma di governare servizi pubblici che riguardano l’intera comunità".
A pesare sulla decisione anche le criticità amministrative del progetto. Nella proposta, secondo il Comune, non erano chiaramente definiti né i soggetti finanziatori né le modalità di copertura economica. "Quando si parla di strutture di interesse pubblico, la trasparenza su chi finanzia e con quali garanzie è un presupposto indispensabile", ha sottolineato il sindaco.
Schiesaro ha poi richiamato il quadro costituzionale, citando l’articolo 8 della Costituzione. "La libertà religiosa è garantita, ma le confessioni devono operare nel rispetto dell’ordinamento giuridico dello Stato e, quando necessario, attraverso intese". Centrale nel ragionamento anche il principio di secolarizzazione. "Lo Stato italiano è laico. Questo significa che lo spazio pubblico è regolato da norme civili, uguali per tutti, indipendenti da qualsiasi precetto religioso".
Nel suo intervento, il sindaco ha evidenziato una distinzione netta tra fede e gestione dei servizi pubblici. "Il tema non è la religione, ma l’organizzazione di uno spazio pubblico come il cimitero. Introdurre criteri confessionali rigidi, non previsti dal nostro ordinamento, rischia di trasformare uno spazio comune in uno spazio religioso".
Il riferimento, ha precisato, è a sistemi normativi come la Sharia, che non separano ambito religioso e civile. "Non nasce per convivere con un modello statale secolarizzato come il nostro. E questo pone un problema quando si parla di servizi pubblici".
La conclusione del sindaco è netta: "Il rispetto delle persone è un dovere, ma è altrettanto doveroso preservare il principio per cui tutti i cittadini, indipendentemente dalla fede, condividono le stesse regole civili. La secolarizzazione non limita la libertà religiosa: la rende possibile". Una posizione che Schiesaro ribadisce essere fondata su equilibrio, trasparenza e coesione, senza chiusure ideologiche, ma con la responsabilità che le decisioni pubbliche richiedono.
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