VOCE
CRONACA
31.01.2026 - 09:01
Il matrimonio non crea alcun obbligo di avere rapporti sessuali tra coniugi. Lo ha stabilito l’Assemblea nazionale francese, che ha approvato all’unanimità un disegno di legge destinato a superare definitivamente il concetto giuridico e culturale di “dovere coniugale”. Il testo passa ora al Senato e potrebbe diventare legge entro l’estate 2026.
La proposta, presentata dall’ecologista Marie-Charlotte Garin e dal centrista Paul Christophe, modifica il Codice civile chiarendo che la cosiddetta communauté de vie (comunione di vita) non implica alcun dovere sessuale e che il rifiuto di rapporti intimi non può costituire causa di divorzio per colpa.
In realtà, il “dovere coniugale” non è mai stato esplicitamente previsto dalla legge francese. L’articolo 215 del Codice civile si limita a indicare obblighi di convivenza, fedeltà, assistenza e sostegno materiale. Tuttavia, per decenni la giurisprudenza ha interpretato la comunione di vita come comprensiva dei rapporti sessuali, con conseguenze concrete nei tribunali.
Un caso simbolo risale al 2019, quando la Corte d’appello di Versailles riconobbe la colpa di una moglie per aver rifiutato rapporti sessuali prolungati, concedendo il divorzio con addebito. La vicenda è arrivata fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che nel gennaio 2025 ha condannato la Francia, stabilendo che il rifiuto di rapporti non può giustificare un addebito, perché viola il diritto alla vita privata e familiare e il principio fondamentale del consenso.
La riforma non introduce nuovi reati, ma ha un forte valore simbolico e culturale. Durante il dibattito parlamentare sono stati citati anche i dati di un sondaggio IFOP, riportato da Le Monde: il 57% delle donne intervistate ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali nel matrimonio senza volerli, mentre il 24% ha affermato di averli subiti contro la propria volontà. Numeri che, secondo i promotori, dimostrano quanto sia necessario chiarire che il consenso vale sempre, anche all’interno della coppia.
Il testo ha ottenuto un consenso trasversale, ma il confronto politico non è mancato. Alcuni deputati della sinistra, tra cui Socialisti e La France Insoumise, avevano proposto di riformare anche l’articolo 212 del Codice civile, eliminando il riferimento alla “fedeltà” come dovere legale, per evitare interpretazioni future come obbligo sessuale. La proposta non è stata accolta.
Se confermata dal Senato, la legge potrebbe diventare un precedente rilevante anche per altri Paesi, aprendo un dibattito più ampio su diritto, intimità e consenso, e su come gli ordinamenti civili debbano intervenire nella sfera più privata delle relazioni senza trasformarla in un vincolo imposto.
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