VOCE
CRONACA
31.01.2026 - 19:00
A meno di una settimana dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, il tema dominante non è lo sport ma la sicurezza. Dopo giorni di polemiche e versioni contrastanti, è arrivata la conferma ufficiale: funzionari statunitensi dell’Ice saranno presenti, ma solo nella loro veste investigativa e non operativa.
A chiarire la questione è stato direttamente l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, che ha spiegato come durante i Giochi opereranno funzionari dell’Homeland Security Investigations (Hsi), il ramo investigativo dell’Ice. Non si occuperanno di ordine pubblico o pattugliamenti, ma di intelligence e prevenzione di reati legati alla presenza del contingente statunitense, come avviene abitualmente durante grandi eventi internazionali.
La presenza dell’Ice ha però acceso forti tensioni politiche e sociali, soprattutto alla luce dei recenti episodi di violenza negli Stati Uniti attribuiti ad altre articolazioni dell’agenzia. Prima le smentite del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, poi le conferme del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, infine la presa di distanza del sindaco di Milano Beppe Sala, che ha dichiarato l’Ice “non gradita” in città. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invece mantenuto il silenzio.
Secondo la versione ufficiale, nessun agente operativo dell’Ice sarà coinvolto nella sicurezza urbana. L’ordine pubblico resterà affidato a oltre seimila effettivi italiani, tra forze dell’ordine e militari, già schierati tra Milano, Cortina e le altre sedi olimpiche.
Accanto alla presenza statunitense, sta facendo discutere anche il coinvolgimento del Qatar. Nei giorni scorsi sono arrivati a Milano oltre cento agenti qatarioti, insieme a venti suv mimetici e tre motoslitte, nell’ambito di un accordo di cooperazione siglato a settembre dal ministro Piantedosi. A differenza dell’Ice, il contingente qatariota parteciperà direttamente all’apparato di sicurezza, con compiti di monitoraggio, risposta rapida e supporto preventivo.
Una scelta che ha sollevato critiche, vista la situazione dei diritti umani in Qatar e le accuse di abusi rivolte in passato alle sue forze di sicurezza, in particolare nei confronti della comunità Lgbtqi+. Il Qatar, inoltre, non partecipa ai Giochi con atleti, rendendo la sua presenza esclusivamente legata alla sicurezza.
Sul fronte internazionale, si è parlato anche dell’arrivo di agenti del Mossad per la protezione del piccolo contingente israeliano, mentre è stata smentita la presenza dei Pasdaran iraniani, dopo un breve caso politico e interrogazioni parlamentari. Nessuna conferma ufficiale nemmeno su eventuali scorte russe, legate agli atleti che gareggeranno sotto bandiera neutrale.
La vicenda ha acceso un dibattito più ampio sul ruolo delle agenzie straniere nei grandi eventi internazionali e sull’immagine globale della sicurezza sotto l’amministrazione Trump. La presenza dell’Ice, seppur limitata all’intelligence, ha generato forte attenzione mediatica internazionale e prese di posizione anche da parte della Conferenza episcopale italiana, che ha espresso preoccupazione.
A pochi giorni dall’apertura dei Giochi, una cosa è certa: come spesso accade durante eventi di questa portata, Milano e Cortina saranno attraversate da apparati di sicurezza e intelligence di molti Paesi. Formalmente, però, la gestione dell’ordine pubblico resterà nelle mani delle forze italiane, con il supporto – non privo di polemiche – del Qatar.
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