VOCE
CRONACA
31.01.2026 - 18:00
Alcuni nuovi casi di virus Nipah sono stati individuati nello Stato indiano del Bengala occidentale, con circa 200 persone poste in quarantena. Il focolaio ha riacceso l’attenzione su uno dei virus più letali conosciuti, già inserito dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) tra i patogeni ad alto rischio epidemico, ma al momento le autorità parlano di una situazione sotto controllo.
Il ministero della Sanità indiano ha confermato che i casi sono stati individuati già a dicembre e che la diffusione del contagio è stata contenuta. Su quasi duecento persone entrate in contatto con i pazienti, nessun altro soggetto è risultato positivo. "La situazione è costantemente monitorata e tutte le misure necessarie di sanità pubblica sono state adottate", ha fatto sapere il governo.
L’allarme ha comunque spinto alcuni Paesi asiatici, tra cui Thailandia, Myanmar e Nepal, a rafforzare i controlli sanitari su chi arriva dall’India, in particolare negli aeroporti e ai confini terrestri.
Il virus Nipah, identificato per la prima volta nel 1998 in Malesia, si trasmette dagli animali all’uomo, in particolare da pipistrelli frugivori e maiali, ma può diffondersi anche attraverso alimenti contaminati o da persona a persona. Non esiste un vaccino né una terapia specifica e il tasso di mortalità varia tra il 40% e il 75%, secondo l’Oms. L’infezione può essere asintomatica oppure causare gravi problemi respiratori ed encefalite fatale, con un periodo di incubazione che va dai 4 ai 14 giorni.
Le autorità sanitarie indiane hanno parlato di "contenimento tempestivo", spiegando che sono state attivate sorveglianza rafforzata, test di laboratorio e indagini sul campo. I contatti tracciati, in totale 196, sono risultati tutti negativi.
Sul caso è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha invitato alla prudenza senza allarmismi. "Il Nipah è tra i virus più letali conosciuti e non ha vaccino né cura, ma al momento non c’è da avere paura. È però fondamentale vigilare affinché il focolaio venga limitato rapidamente, come già accaduto in passato", ha spiegato. Secondo Bassetti, l’India "si sta muovendo in modo rapido ed efficace" e la situazione non rappresenta un rischio immediato per l’Europa o per l’Italia.
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