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ECONOMIA

Incentivi auto 2026, addio bonus

Fondi all’industria, retrofit e ricariche: ecco dove vanno i soldi

Incentivi auto 2026, addio bonus

Nel 2026 non torneranno i bonus per acquistare auto nuove. La scelta è nero su bianco nel nuovo DPCM presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che pianifica l’uso del Fondo Automotive fino al 2030: circa 1,6 miliardi di euro, ma con una strategia completamente diversa rispetto al passato.

L’obiettivo non è stimolare le immatricolazioni, bensì rafforzare la filiera industriale e accompagnare la transizione senza incentivi diretti ai consumatori per le vetture private.

Niente Ecobonus per le auto nuove
Il provvedimento esclude esplicitamente una nuova stagione di Ecobonus auto. Chi nel 2026 sperava in sconti statali per cambiare macchina dovrà fare i conti con un cambio di rotta: le risorse pubbliche non saranno usate per sostenere l’acquisto di nuove autovetture.

Dove vanno i fondi: industria e innovazione
La fetta più consistente delle risorse sarà destinata alle imprese:

  • 750 milioni di euro per gli Accordi per l’innovazione, dedicati a ricerca e sviluppo

  • 450 milioni ai Contratti di sviluppo, per rafforzare la capacità produttiva, soprattutto nei progetti di dimensioni medio-piccole

L’idea è rendere più competitiva la filiera automotive, anziché spingere artificialmente le vendite.

Gli incentivi che restano (ma non per l’auto privata)
Una quota di circa 400 milioni di euro sarà usata per sostenere la domanda, ma in modo mirato. I bonus riguarderanno:

  • veicoli commerciali leggeri

  • quadricicli e mezzi della categoria L

  • ciclomotori e motocicli, anche elettrici

  • noleggio sociale a lungo termine

  • colonnine di ricarica domestiche

Il ritorno del retrofit a GPL e metano
Tra le novità più rilevanti c’è il retrofit a gas. Per il periodo 2026-2030 sono stanziati 21 milioni di euro per incentivare la conversione delle auto a benzina in veicoli alimentati a GPL o metano.
Il governo lo considera una leva ambientale alternativa: meno emissioni intervenendo sulle auto già in circolazione, senza obbligare all’acquisto di mezzi nuovi.

La posizione della filiera
Il settore dei gas accoglie positivamente la misura. Secondo Assogasliquidi-Federchimica, GPL e metano sono soluzioni già disponibili, affidabili e migliorabili grazie alle versioni bio e rinnovabili. Il retrofit viene visto come un modo rapido per ringiovanire il parco auto italiano, tra i più vecchi d’Europa.

Le richieste al governo
Dal comparto arriva però un avvertimento chiaro: servono tempi rapidi. L’appello è rendere operativi gli incentivi già nei primi mesi del 2026 ed estenderli anche ai veicoli più datati e a quelli intestati alle imprese, per aumentare l’impatto reale delle misure.

In sintesi: nel 2026 niente sconti per comprare auto nuove, ma più fondi a industria, innovazione e soluzioni considerate più accessibili e immediate sul fronte ambientale.

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