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MEDICINA

Inquinamento e Alzheimer: un legame sempre più chiaro

La ricerca di Lorenzo Pini premiata per lo studio sugli effetti degli inquinanti sul cervello

Inquinamento e Alzheimer: un legame sempre più chiaro

L’inquinamento ambientale potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative. È questa una delle ipotesi più solide che emerge dal progetto di Lorenzo Pini, ricercatore dell’Università di Padova e del Veneto Institute of Molecular Medicine, appena premiato da Associazione Italiana Ricerca Alzheimer nell’ambito del bando AGYR 2025.

Il progetto di Pini è stato selezionato dal comitato scientifico internazionale di Airalzh tra i sei vincitori, ricevendo un finanziamento che rientra in uno stanziamento complessivo di 300mila euro destinato ai giovani ricercatori.

Cosa succede al cervello esposto all’inquinamento
Lo studio si concentra sugli effetti dell’esposizione prolungata a sostanze inquinanti, in particolare composti persistenti come i PFAS, sulla struttura e sul funzionamento del cervello. Secondo la ricerca, questi agenti possono alterare la connettività cerebrale, cioè i collegamenti tra le diverse aree del cervello, rendendo la comunicazione neuronale meno efficiente e aumentando nel tempo la vulnerabilità a patologie neurodegenerative.

Il lavoro combina dati raccolti su persone sane che vivono in aree ad alto inquinamento con risultati ottenuti da modelli preclinici, per capire cosa accade nel cervello prima ancora che compaiano i sintomi della malattia.

Un approccio integrato uomo-laboratorio
Grazie alla collaborazione con Manuela Allegra del Cnr di Padova, il progetto integra osservazioni cliniche ed evidenze sperimentali. Questo approccio permette di indagare più a fondo i meccanismi biologici con cui gli inquinanti ambientali interferiscono con i network cerebrali.

Come spiega lo stesso Pini: "La comunicazione tra le aree del cervello è influenzata non solo da età e genetica, ma anche da fattori ambientali. Capire questi meccanismi è fondamentale per la prevenzione".

Dalla ricerca alla prevenzione
L’obiettivo finale non è solo scientifico. I risultati potrebbero aprire la strada a nuove strategie preventive, sostenendo politiche di tutela ambientale e interventi mirati a proteggere la salute cerebrale della popolazione, soprattutto nelle aree più esposte all’inquinamento.

Il progetto sarà presentato ufficialmente al convegno “SINdem4Juniors” a Bressanone, mentre Airalzh ha già annunciato che il prossimo bando AGYR 2026 metterà a disposizione 400mila euro per nuove ricerche su Alzheimer, diagnosi precoce e stili di vita preventivi.

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