VOCE
CRONACA
06.02.2026 - 11:00
Il decreto sicurezza arriva in Consiglio dei ministri in una versione profondamente rivista dopo l’intervento del Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto di correggere o eliminare alcune norme ritenute problematiche, soprattutto per i possibili effetti sulle libertà fondamentali.
Le modifiche più importanti
Il lavoro di revisione ha riguardato in particolare:
il fermo preventivo di polizia
lo scudo penale per le forze dell’ordine
alcune misure legate all’ordine pubblico e all’immigrazione
Il confronto tra governo e Quirinale è stato lungo e tecnico, con l’obiettivo di rendere le norme compatibili con la Costituzione e con i principi dello Stato di diritto.
Stop al fermo senza indizi
Uno dei punti più discussi riguardava la possibilità di fermare una persona sulla base di un semplice “atteggiamento sospetto”.
Dopo i rilievi del Colle, la misura è stata riformulata:
non si parlerà più di fermo preventivo, ma di accertamento
saranno necessari elementi concreti o indizi
l’eventuale accompagnamento negli uffici di polizia dovrà essere comunicato al magistrato e potrà durare al massimo 12 ore
Le tutele legali e il richiamo alla Costituzione
Anche sul tema delle garanzie per le forze dell’ordine sono arrivate correzioni. Il principio ribadito è che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, evitando norme che possano creare trattamenti differenziati non giustificati.
Nuove misure previste
Nel testo rivisto restano alcune novità, tra cui:
il divieto di vendita di coltelli e oggetti atti a offendere ai minori di 18 anni, con sanzioni severe per i venditori
un nuovo reato per chi non si ferma all’alt della polizia e fugge in modo pericoloso
Altre proposte, come la cauzione per chi organizza manifestazioni, non sono state inserite.
Immigrazione: provvedimento rinviato
Un terzo decreto dedicato all’immigrazione sarà invece esaminato in un secondo momento. Alcune norme, considerate delicate o difficili da rendere compatibili con il diritto internazionale, sono state sospese o rinviate.
Il nodo politico e giuridico
Il confronto sul decreto sicurezza mostra ancora una volta il ruolo del Quirinale nel verificare la compatibilità costituzionale delle leggi prima della loro approvazione definitiva.
Il testo che arriverà al governo sarà quindi diverso rispetto alla versione iniziale, con l’obiettivo di conciliare le esigenze di sicurezza con la tutela dei diritti fondamentali.
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