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MATERNITÀ
06.02.2026 - 10:00
Sempre più neonati entrano in contatto con smartphone e tablet fin dai primi mesi di vita, spesso in modo inconsapevole. Secondo dati citati da educatori e operatori sanitari, circa il 70% delle madri utilizza il cellulare mentre allatta, un’abitudine che, secondo gli specialisti, può ridurre la qualità della relazione tra madre e bambino.
Perché l’allattamento non è solo nutrizione
Gli esperti ricordano che l’allattamento è anche un momento di comunicazione emotiva.
Il contatto visivo, le espressioni del volto e le interazioni non verbali aiutano il neonato a sviluppare:
attaccamento e sicurezza emotiva
capacità relazionali
prime forme di comunicazione
Distrarsi con lo smartphone può interrompere questa “sintonizzazione emotiva”, considerata importante per lo sviluppo psicologico nei primi mesi di vita.
Tablet e smartphone usati come “calmanti”
Un’altra abitudine sempre più diffusa è quella di affidare ai piccoli uno schermo per tenerli tranquilli, per esempio al ristorante o durante i pasti.
Secondo gli educatori, questo comportamento può avere conseguenze:
i bambini perdono l’esperienza sensoriale del cibo
si riduce l’interazione con genitori e ambiente
cresce il rischio di dipendenza precoce dagli schermi
In alcuni casi, soprattutto nei più piccoli, la rimozione improvvisa del dispositivo può provocare forti reazioni emotive, segno di un coinvolgimento eccessivo.
I possibili effetti dell’abuso digitale precoce
Gli specialisti invitano a non demonizzare la tecnologia, ma a usarla con attenzione. Un’esposizione eccessiva nei primi anni di vita è stata associata a diversi rischi:
sedentarietà e aumento di peso
disturbi dell’attenzione e della concentrazione
possibili ritardi nel linguaggio
problemi alla vista
difficoltà relazionali e aumento dell’aggressività
Alcune ricerche segnalano anche un possibile legame tra uso eccessivo degli schermi nell’infanzia e comportamenti compulsivi in età più avanzata.
Informare i genitori per prevenire
Proprio per aiutare le famiglie a gestire meglio questi strumenti, in diverse città vengono organizzati incontri e seminari di educazione digitale, con pediatri, psicologi ed educatori.
L’obiettivo non è vietare la tecnologia, ma insegnare a utilizzarla in modo consapevole, soprattutto nei primi anni di vita, quando la relazione diretta con i genitori resta lo strumento più importante per la crescita.
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