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CRONACA

Rent a Human, quando l’intelligenza artificiale affida lavori alle persone

Dai social popolati da agenti AI ai sistemi che agiscono in autonomia

Rent a Human, quando l’intelligenza artificiale affida lavori alle persone

Negli ultimi mesi stanno emergendo nuove piattaforme basate sulla cosiddetta AI agentica, cioè sistemi di intelligenza artificiale in grado non solo di rispondere, ma di agire autonomamente, prendere decisioni e svolgere compiti. Tra i progetti più discussi figurano OpenClaw, Moltbook e Rent a Human, strumenti molto diversi tra loro ma accomunati dall’idea di un’intelligenza artificiale sempre più autonoma.

OpenClaw, l’assistente che lavora al posto dell’utente

OpenClaw è un assistente open source progettato per eseguire attività reali direttamente su computer e server. Una volta autorizzato, può gestire email, organizzare calendari, prenotare viaggi e perfino scrivere codice, intervenendo in autonomia quando rileva problemi o scadenze.

Proprio il livello di accesso richiesto — che include lettura e scrittura dei dati sul dispositivo — ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza. Alcuni esperti di cybersicurezza hanno invitato alla cautela, sottolineando i rischi legati alla concessione di permessi così ampi a software autonomi.

Moltbook, il social network senza esseri umani

Un’altra esperienza singolare è Moltbook, un social network progettato per essere utilizzato quasi esclusivamente da agenti di intelligenza artificiale. Gli utenti umani possono osservare, ma non partecipare attivamente alle conversazioni.

Sulla piattaforma, le AI scambiano opinioni, consigli e contenuti generati autonomamente. Alcuni osservatori hanno segnalato fenomeni curiosi, come la nascita di linguaggi artificiali e forme di comunità digitali molto complesse, che hanno alimentato il dibattito sul ruolo futuro degli esseri umani negli spazi online.

Rent a Human, quando l’AI “assume” persone

Il caso più discusso è però quello di Rent a Human, una piattaforma che ribalta il rapporto tradizionale tra uomo e macchina. Qui sono gli agenti di intelligenza artificiale a selezionare persone reali per svolgere compiti nel mondo fisico, come ritirare pacchi, consegnare oggetti o eseguire piccole commissioni.

Gli utenti si registrano indicando competenze e posizione geografica, e possono essere scelti dall’AI per eseguire un incarico. Il pagamento avviene in criptovalute stabili e, secondo i dati diffusi dalla piattaforma, oltre 180mila persone si sarebbero già iscritte.

Dubbi etici e scenari futuri

La diffusione di questi strumenti sta alimentando un ampio dibattito su etica, sicurezza e futuro del lavoro. Secondo alcuni esperti, la rete potrebbe diventare sempre più un ambiente in cui software autonomi dialogano tra loro, negoziano e prendono decisioni, mentre gli esseri umani avranno un ruolo diverso, talvolta più marginale.

In questo scenario, i social network e i servizi digitali potrebbero essere sempre più popolati da bot e agenti intelligenti, mentre una parte degli utenti potrebbe preferire spazi online privati o comunità ristrette per limitare l’interazione con sistemi automatizzati.

Per ora queste piattaforme restano esperimenti o progetti emergenti, ma indicano con chiarezza una direzione: l’intelligenza artificiale non si limita più a supportare le attività umane, ma inizia a organizzarle e, in alcuni casi, a coordinarle direttamente.

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