VOCE
TECNOLOGIA
16.02.2026 - 20:00
Il 15 febbraio, giorno di San Faustino, è tradizionalmente dedicato ai single. E proprio in questa occasione emergono alcuni dati sul modo in cui gli italiani cercano relazioni oggi, sempre più spesso online ma con segnali di cambiamento soprattutto tra i più giovani.
Quanti italiani usano le app di incontri
Secondo ricerche recenti, circa il 24% degli italiani utilizza abitualmente app di dating, trascorrendovi in media quasi sei ore alla settimana.
Tra gli utenti:
il 30% dichiara di cercare incontri casuali;
circa il 24% punta invece a una relazione stabile e duratura.
Le app restano quindi uno strumento diffuso, soprattutto tra i Millennials, che continuano a usarle con maggiore frequenza.
La Gen Z si allontana dalle app
Il quadro cambia però osservando le abitudini della Generazione Z. Sempre più giovani dichiarano di sentirsi stanchi del modello basato su swipe rapidi e giudizi immediati, percepito come poco autentico.
Le indagini mostrano che:
quasi 9 giovani su 10 non hanno mai utilizzato app di incontri;
solo il 3% delle persone attualmente in coppia afferma di aver conosciuto il partner in questo modo;
circa 4 su 10 dicono di aver incontrato il proprio partner a scuola o all’università.
Si tratta di un segnale di ritorno a forme di conoscenza più dirette e meno mediate dallo schermo.
Tempo investito e risultati
L’uso delle app richiede comunque molto tempo. In Italia i single della Gen Z trascorrono circa 123 ore all’anno sulle piattaforme di dating, l’equivalente di oltre cinque giorni interi, spesso con risultati giudicati poco soddisfacenti.
Tra le principali criticità segnalate:
il 72% mette in dubbio l’autenticità dei profili;
il 62% dice di avere difficoltà a trovare persone con valori simili.
Questa sensazione di frustrazione è stata definita “fatica da swipe”, una forma di saturazione emotiva legata allo scorrimento continuo dei profili e alla scarsa qualità delle connessioni create.
Nel complesso, le app di dating restano uno strumento importante per conoscere persone, ma i dati indicano che il loro ruolo sta cambiando, soprattutto tra le generazioni più giovani, che sembrano preferire relazioni nate in contesti reali piuttosto che digitali.
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