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CRONACA

Rose di San Valentino, è allarme pesticidi

Indagini su bouquet venduti in Europa trovano sostanze chimiche vietate

Rose di San Valentino, l’allarme pesticidi

Secondo i risultati diffusi da Pesticide Action Network Netherlands, alcuni campioni di rose analizzati sul mercato europeo contenevano numerose tracce di pesticidi, in casi estremi fino a 26 sostanze diverse nello stesso bouquet, circa la metà delle quali non autorizzate nell’Unione europea. Tra i composti individuati figurano molecole associate a effetti potenzialmente cancerogeni o dannosi per il sistema endocrino, oltre a insetticidi considerati particolarmente tossici.

Perché succede

Il fenomeno è legato soprattutto alla filiera internazionale dei fiori. Per soddisfare la domanda molto elevata – soprattutto in occasioni come San Valentino – gran parte delle rose vendute in Europa viene coltivata in Paesi extra-Ue come Kenya, Colombia o Etiopia. In queste aree le coltivazioni intensive in serra prevedono spesso trattamenti frequenti con pesticidi per proteggere le piante durante produzione e trasporto.

Molti di questi fiori transitano poi attraverso i grandi mercati olandesi, uno dei principali hub europei del commercio florovivaistico, prima di arrivare nei negozi e nelle bancarelle di diversi Paesi, compresa l’Italia.

Il fattore prezzo e le criticità della filiera

Uno dei motivi della diffusione delle rose importate è il costo più basso rispetto a quelle prodotte localmente. Tuttavia il risparmio economico, sottolineano associazioni ambientaliste e osservatori del settore, può riflettere standard ambientali e sociali meno stringenti, oltre a difficoltà nella tracciabilità della provenienza, soprattutto nei circuiti di vendita meno controllati.

Cosa significa per i consumatori

Gli esperti ricordano che i fiori recisi non sono destinati al consumo alimentare, ma il contatto con residui chimici può comunque rappresentare un’esposizione evitabile, soprattutto per chi maneggia spesso i bouquet o li tiene a lungo in ambienti domestici.

Per ridurre i rischi, le associazioni consigliano quando possibile di preferire fiori di produzione locale o certificata, oppure di lavarsi le mani dopo aver maneggiato i mazzi e cambiare l’acqua del vaso con regolarità.

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