VOCE
CRONACA
20.02.2026 - 19:00
A Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, una mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia ha acceso un duro confronto politico. La proposta prevede di affiancare ai nomi delle scuole una serie di etichette ideologiche per indicarne il presunto orientamento culturale e politico, con l’obiettivo dichiarato di offrire alle famiglie uno strumento di valutazione nella scelta dell’istituto.
Il documento, firmato da alcuni esponenti locali del partito, punta a mappare l’impostazione educativa delle scuole del territorio, sostenendo che in alcuni casi verrebbero proposte lezioni considerate politicizzate. Tra le definizioni suggerite compaiono formule come scuola woke, antifascista, antisionista, politicamente schierata a sinistra o ideologicamente comunista, insieme ad altre etichette legate a temi culturali e sociali.
Secondo i promotori, la misura servirebbe a garantire maggiore trasparenza verso i genitori e a prevenire forme di condizionamento ideologico nei confronti degli studenti. L’idea alla base della mozione è che famiglie e cittadini debbano conoscere in anticipo l’impostazione culturale degli istituti scolastici per poter scegliere in modo consapevole.
La proposta ha però provocato reazioni immediate e molto critiche. Il sindaco di Bagno a Ripoli, esponente del Partito Democratico, ha definito l’iniziativa un attacco alla libertà di insegnamento e una forma di pressione nei confronti del personale scolastico. Secondo il primo cittadino, l’idea di classificare le scuole con etichette politiche rischierebbe di trasformarsi in uno strumento divisivo e di controllo ideologico.
Il confronto si è rapidamente allargato al dibattito pubblico, riaprendo una discussione più ampia sul ruolo della scuola e sul confine tra pluralismo educativo e neutralità dell’istruzione. Da una parte c’è chi sostiene la necessità di maggiore trasparenza rispetto ai contenuti proposti nelle aule, dall’altra chi teme che iniziative di questo tipo possano minare l’autonomia scolastica e la libertà didattica degli insegnanti.
La mozione ha quindi acceso un acceso scontro politico locale, ma anche un confronto nazionale su temi sensibili come l’educazione civica, la libertà di insegnamento e il rapporto tra scuola e dibattito ideologico.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 