VOCE
CRONACA
24.02.2026 - 19:00
Una lavoratrice di 38 anni di Montebelluna, in provincia di Treviso, è stata licenziata dopo aver chiesto di poter assistere il figlio affetto da una rara patologia genetica. Dopo il ricorso in tribunale, la donna ha ottenuto ragione sia in primo grado sia in Appello, con i giudici che hanno confermato l’illegittimità del provvedimento adottato dall’azienda per cui lavorava.
La vicenda riguarda una dipendente che, dopo sei anni di lavoro in una multinazionale tedesca, aveva richiesto di usufruire del congedo straordinario previsto dalla legge 104, necessario per assistere il figlio malato. Poco dopo la comunicazione dell’avvio del congedo, è arrivata una lettera di licenziamento, decisione che la donna ha ritenuto ingiusta e ritorsiva.
Secondo quanto ricostruito nel corso della causa, la situazione familiare era diventata sempre più complessa. Il bambino, nato nel 2021, soffre di una malattia genetica rara che richiede assistenza costante. Le difficoltà erano iniziate già nei primi anni di vita, con l’allontanamento dall’asilo a causa delle difficoltà nella gestione della sua condizione. A questo si erano aggiunti problemi personali e familiari che avevano reso ancora più delicato l’equilibrio quotidiano.
Per avvicinarsi alla famiglia e avere un supporto maggiore, la donna aveva chiesto e ottenuto il trasferimento nella sede italiana dell’azienda, continuando a lavorare anche in modalità smartworking. Con il peggioramento delle condizioni del figlio, però, era diventato necessario ricorrere al congedo previsto dalla normativa.
La comunicazione della richiesta era stata inviata alle risorse umane con anticipo, ma pochi giorni prima dell’inizio del periodo di assenza era arrivata la lettera di licenziamento. Da quel momento è iniziato il percorso legale, concluso con due decisioni favorevoli alla lavoratrice.
I giudici della Corte d’Appello di Venezia hanno respinto le richieste dell’azienda, confermando la precedente sentenza e riconoscendo la fondatezza delle ragioni della donna. La decisione rappresenta un passaggio importante anche sul piano dei diritti dei lavoratori che si trovano a gestire situazioni familiari complesse legate alla disabilità.
Il caso riporta al centro il tema della tutela dei caregiver familiari e dell’equilibrio tra esigenze lavorative e assistenza ai figli con gravi patologie. Una questione sempre più rilevante nel mondo del lavoro, dove la conciliazione tra vita privata e professionale resta spesso una sfida difficile da affrontare.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 