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CRONACA

Decreto Sicurezza, le novità del testo definitivo

Stop alla schedatura per i coltelli e nuove tutele per forze dell’ordine e arbitri

Decreto Sicurezza, le novità del testo definitivo

È stato firmato dal Presidente della Repubblica il testo definitivo del nuovo Decreto Sicurezza, con alcune modifiche rilevanti rispetto alle bozze circolate nelle settimane precedenti. Il provvedimento introduce nuove regole su ordine pubblico, manifestazioni e tutele per alcune categorie professionali, ma elimina anche misure che avevano acceso il dibattito politico.

Tra le principali novità c’è lo stop alla registrazione obbligatoria dei clienti che acquistano coltelli con lama superiore ai 15 centimetri. Nella versione finale è stato eliminato l’obbligo per i negozianti di identificare gli acquirenti e conservare i dati per lunghi periodi. Restano invece confermati il divieto di vendita ai minori e le sanzioni amministrative per chi non rispetta questa norma. Rimane inoltre la possibilità di arresto in flagranza per chi porta fuori casa coltelli da lavoro senza giustificato motivo.

Sul fronte delle forze dell’ordine, il decreto modifica il cosiddetto scudo penale. Nel testo definitivo viene precisato che l’iscrizione nel registro delle notizie di reato avviene nel momento in cui si procede con l’incidente probatorio, introducendo un passaggio tecnico che, secondo il governo, mira a definire meglio i tempi e le modalità dell’avvio formale delle indagini.

Un altro punto centrale riguarda le manifestazioni pubbliche. Il decreto introduce il fermo preventivo nei confronti di persone ritenute potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico. Il provvedimento può essere applicato solo in presenza di un rischio concreto e attuale e consente alle forze di polizia di trattenere i soggetti interessati per il tempo necessario agli accertamenti, comunque non oltre le dodici ore.

Per quanto riguarda la sicurezza urbana, vengono previsti fondi aggiuntivi per la videosorveglianza comunale, anche se con cifre ridotte rispetto alle prime ipotesi. Sono stanziati nuovi finanziamenti per il biennio 2025-2026 e un incremento del fondo per la sicurezza urbana, mentre alcune risorse previste nelle bozze iniziali sono state ridimensionate o eliminate.

Il decreto amplia inoltre le tutele penali in caso di aggressioni. Le pene previste per le lesioni a pubblico ufficiale vengono estese a nuove categorie professionali, includendo non solo personale scolastico e sanitario, ma anche capotreni, operatori impegnati nei controlli ferroviari e arbitri sportivi, riconoscendo il crescente numero di episodi violenti registrati in questi ambiti.

Il testo definitivo segna quindi un equilibrio tra misure confermate e norme riviste, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza pubblica pur correggendo alcuni punti considerati troppo invasivi nelle versioni preliminari.

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