VOCE
ECONOMIA
26.02.2026 - 12:00
Il mercato dei mutui in Italia continua a mostrarsi competitivo nel panorama europeo. Secondo i dati dell’ultima analisi dell’European Mortgage Federation, nel terzo trimestre del 2025 il tasso medio sui mutui italiani si è attestato al 3,28%, confermandosi tra i più bassi in Europa nonostante un lieve aumento rispetto ai mesi precedenti.
Il confronto internazionale evidenzia come in molti Paesi europei i finanziamenti immobiliari siano più costosi. In alcune realtà i tassi medi superano ampiamente il 5%, mentre anche economie solide come Germania, Irlanda e Olanda registrano valori leggermente superiori a quelli italiani. Solo pochi mercati, come Spagna e Francia, mostrano condizioni mediamente più favorevoli.
Sul fronte pratico, le simulazioni evidenziano cambiamenti significativi tra mutui a tasso variabile e fisso. Il tasso variabile ha registrato una discesa nel corso del 2025, rendendo oggi le rate più leggere rispetto a un anno fa. Su un mutuo ventennale da 150 mila euro, la rata può risultare sensibilmente più bassa, con un risparmio mensile che nel lungo periodo diventa rilevante.
Situazione diversa per il tasso fisso, che invece è aumentato negli ultimi mesi a causa delle tensioni internazionali e dell’andamento degli indici di riferimento. Questo ha portato a un incremento delle rate rispetto al passato, pur mantenendo il fisso come soluzione preferita da chi cerca stabilità e protezione da eventuali oscillazioni future.
Tra le opzioni più interessanti restano i mutui green, dedicati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica. Questi prodotti offrono condizioni economiche più vantaggiose rispetto ai mutui tradizionali, con tassi mediamente più bassi e un risparmio complessivo importante lungo tutta la durata del finanziamento.
Gli operatori del settore sottolineano come il mercato italiano sia caratterizzato da una forte concorrenza tra banche, elemento che contribuisce a mantenere le offerte competitive. In questo scenario, chi è disposto ad accettare una quota di rischio può trovare nel variabile un’opzione più conveniente, mentre il fisso resta la scelta più prudente per chi privilegia la certezza della rata.
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