VOCE
ECONOMIA
27.02.2026 - 10:00
Da aprile milioni di lavoratori italiani potrebbero trovare uno stipendio più alto. A determinare l’aumento del netto in busta paga è la nuova tassazione agevolata prevista per gli incrementi salariali legati ai rinnovi dei contratti collettivi, chiarita da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate.
La misura introduce una tassa piatta al 5% sugli aumenti retributivi previsti dai rinnovi contrattuali degli anni 2024, 2025 e 2026. Il beneficio riguarda i dipendenti del settore privato con redditi fino a 33 mila euro annui, mentre resta escluso il pubblico impiego.
Secondo le stime, la platea coinvolta arriva a circa quattro milioni di lavoratori, grazie all’ampliamento della soglia di reddito e al numero crescente di contratti rinnovati negli ultimi due anni. I settori interessati sono numerosi: commercio, turismo, alimentare, tessile, edilizia, logistica, energia e altri comparti produttivi.
In busta paga la novità dovrebbe comparire attraverso una voce specifica dedicata ai conguagli e agli incrementi. Molte aziende, in attesa dei chiarimenti ufficiali, avevano applicato criteri prudenziali: ora dovranno ricalcolare gli stipendi e riconoscere eventuali differenze a favore dei dipendenti.
Oltre alla tassazione ridotta sugli aumenti contrattuali, la normativa prevede anche un’imposta sostitutiva al 15% per maggiorazioni e indennità legate a lavoro notturno, festivo o su turni, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale su alcune voci retributive.
Gli effetti concreti si vedranno soprattutto nelle prossime mensilità. In alcuni casi gli adeguamenti potrebbero comparire già negli stipendi erogati tra fine marzo e inizio aprile, mentre per molte aziende servirà più tempo per aggiornare i sistemi di calcolo e completare i conguagli.
Il risultato atteso è comunque positivo per la maggior parte dei lavoratori coinvolti: gli stipendi dovrebbero risultare più consistenti grazie al minor prelievo fiscale sugli aumenti salariali, offrendo un sostegno concreto al potere d’acquisto in una fase economica ancora caratterizzata da costi elevati.
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