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CRONACA

Deliveroo sotto controllo giudiziario per caporalato

Indagine sui rider: paghe sotto la soglia di povertà e verifiche su grandi partner

Deliveroo sotto controllo giudiziario per caporalato

Nuovo intervento della Procura di Milano nel settore del food delivery. Dopo il recente caso che ha coinvolto un’altra piattaforma di consegne, è stato disposto il controllo giudiziario d’urgenza per Deliveroo Italy, nell’ambito di un’indagine che ipotizza lo sfruttamento dei rider e violazioni delle norme sul lavoro.

Secondo l’accusa, migliaia di fattorini sarebbero stati impiegati con compensi ritenuti insufficienti a garantire condizioni dignitose, con retribuzioni in alcuni casi molto inferiori ai livelli previsti dalla contrattazione collettiva. L’inchiesta coinvolge circa 3.000 rider nell’area milanese e oltre 20.000 su scala nazionale. La società ha dichiarato di collaborare con le autorità e di essere impegnata nell’analisi della documentazione richiesta.

Nel provvedimento giudiziario viene contestato un modello organizzativo che avrebbe favorito forme di lavoro considerate irregolari, basate su rapporti formalmente autonomi ma ritenuti, dagli investigatori, assimilabili a rapporti di lavoro subordinato privi delle necessarie tutele. L’amministratore unico della società risulta indagato nell’ambito dell’indagine.

Per gestire la fase di verifica e regolarizzazione, la Procura ha nominato un amministratore giudiziario con il compito di affiancare l’azienda e monitorare i processi organizzativi. L’obiettivo è garantire il rispetto delle norme sul lavoro e un inquadramento contrattuale più adeguato per i rider coinvolti. Il provvedimento dovrà ora essere esaminato e convalidato da un giudice.

L’indagine si inserisce in un filone più ampio che negli ultimi anni ha interessato diversi settori economici, dalla logistica alla distribuzione, con particolare attenzione ai modelli di esternalizzazione e alla frammentazione del lavoro.

Parallelamente, i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno esteso i controlli anche a importanti aziende partner della piattaforma, tra cui McDonald’s Italia, Burger King Restaurants Italia ed Esselunga, per acquisire documentazione relativa ai rapporti contrattuali e ai sistemi organizzativi utilizzati per le consegne. Al momento queste società non risultano indagate.

Gli accertamenti puntano a ricostruire l’intera filiera del delivery e a verificare come venisse gestito il lavoro dei rider nei diversi passaggi operativi. L’inchiesta potrebbe avere ripercussioni significative sul settore, già al centro del dibattito pubblico per il tema delle tutele e delle condizioni economiche dei lavoratori delle piattaforme digitali.

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