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CRONACA

Studenti chiamati a riordinare le aule: la proposta del ministro

Lettera ai presidi per introdurre nuove regole su classi, palestre e laboratori

Studenti chiamati a riordinare le aule: la proposta del ministro

Coinvolgere gli studenti nella cura degli spazi scolastici e promuovere un maggiore senso di responsabilità. È questo l’obiettivo della lettera inviata dal ministro dell’Istruzione ai dirigenti scolastici, con cui viene chiesto di introdurre regole precise per il riordino delle aule e degli ambienti comuni al termine delle lezioni.

L’iniziativa punta a contrastare situazioni diffuse in molte scuole italiane, dove spesso si registrano aule lasciate in disordine, arredi danneggiati e spazi comuni poco curati. L’idea è quella di promuovere una cultura del rispetto dei beni pubblici attraverso piccoli gesti quotidiani, coinvolgendo direttamente studenti e famiglie.

Il riferimento è al cosiddetto modello giapponese, dove la pulizia e la sistemazione degli ambienti scolastici fanno parte della routine educativa degli alunni. Non si tratta soltanto di una questione organizzativa, ma di un approccio legato all’educazione civica e alla responsabilità condivisa.

Nella comunicazione ai presidi viene infatti richiamata l’importanza di trasformare i principi dell’educazione civica in pratiche concrete, favorendo comportamenti rispettosi verso spazi, materiali didattici e attrezzature comuni.

La richiesta alle scuole è quella di inserire norme specifiche nei regolamenti d’istituto e nei Patti educativi di corresponsabilità, stabilendo regole chiare sulla tutela del decoro e sulla corretta gestione degli ambienti scolastici.

Le indicazioni non riguardano solo le aule: la proposta include anche il riordino di laboratori, palestre e spazi utilizzati da più classi durante la giornata. L’obiettivo è creare una routine condivisa che responsabilizzi gli studenti nella gestione degli ambienti comuni.

Alla base dell’iniziativa c’è anche il problema degli atti di vandalismo e del deterioramento degli spazi scolastici, fenomeni che comportano costi aggiuntivi e un carico di lavoro significativo per il personale scolastico. Coinvolgere gli studenti nella cura quotidiana degli ambienti viene visto come un modo per ridurre i danni e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità scolastica.

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