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CRONACA

Caso del cuore trapiantato al Monaldi, il chirurgo Oppido rompe il silenzio

Il medico sospeso si difende mentre l’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico entra nel vivo

Caso del cuore trapiantato al Monaldi, il chirurgo Oppido rompe il silenzio

Il cardiochirurgo pediatrico Guido Oppido è intervenuto pubblicamente dopo le polemiche e l’indagine sulla morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore effettuato all’Ospedale Monaldi di Napoli.

Il medico, attualmente sospeso dall’Azienda Ospedaliera dei Colli e indagato per omicidio colposo insieme ad altri sei tra medici e infermieri, sostiene di aver agito correttamente durante l’intervento.

Il confronto con le telecamere e le tensioni con i giornalisti

Oppido è stato raggiunto dalle telecamere della trasmissione televisiva Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti. L’incontro è avvenuto nei pressi della sua abitazione ed è stato caratterizzato da momenti di forte tensione.

Nel tentativo di sottrarsi alle domande degli inviati, il medico ha cercato di allontanarsi rapidamente, scivolando sulle scale prima di rientrare in casa. Nel corso del confronto ha espresso forte amarezza per la pressione mediatica legata alla vicenda.

Il nodo del cuore “bruciato”

L’inchiesta ruota attorno al trapianto eseguito il 23 dicembre scorso. Il piccolo Domenico è poi morto il 21 febbraio dopo sessanta giorni di coma farmacologico.

Secondo una delle ricostruzioni al centro dell’indagine, il problema potrebbe essere stato causato dall’uso di ghiaccio secco nel contenitore utilizzato per il trasporto del cuore, circostanza che avrebbe compromesso l’organo prima dell’impianto. Anche la cardiochirurga Gabriella Farina risulta tra gli indagati.

Un altro punto su cui si concentrano gli accertamenti riguarda circa venti minuti trascorsi in sala operatoria mentre il personale tentava di scongelare il cuore con acqua tiepida prima di procedere all’intervento.

Le verifiche della procura

Gli investigatori stanno cercando di chiarire diversi passaggi della procedura, tra cui la sequenza temporale dell’operazione e la gestione dell’organo donato. In particolare si vuole comprendere perché l’espianto del cuore malato del bambino sarebbe iniziato prima dell’arrivo e della verifica dell’organo destinato al trapianto.

Il giudice per le indagini preliminari ha già nominato un collegio di periti incaricato di analizzare il caso, mentre uno degli esperti inizialmente indicati è stato sostituito dopo una ricusazione presentata dalla famiglia del bambino.

I funerali del piccolo Domenico

Mentre proseguono gli accertamenti giudiziari e amministrativi, la salma del bambino sarà restituita ai familiari per i funerali. Alla cerimonia potrebbe partecipare anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi aveva espresso vicinanza alla famiglia.

L’indagine dovrà stabilire eventuali responsabilità mediche e organizzative nel trapianto che ha portato alla morte del piccolo paziente.

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