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SALUTE MENTALE

Disabilità e salute mentale, il 25% rinuncia alla psicoterapia per difficoltà di accesso

Una ricerca evidenzia barriere economiche, fisiche e culturali

Disabilità e salute mentale, il 25% rinuncia alla psicoterapia per difficoltà di accesso

In Italia una persona con disabilità su quattro rinuncia a iniziare un percorso di psicoterapia, pur ritenendolo necessario. È quanto emerge da una survey realizzata dalla Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (Fish) insieme alla piattaforma di supporto psicologico Serenis.

Secondo l’indagine, il 25% delle persone con disabilità coinvolte ha dichiarato di aver rinunciato al supporto psicologico a causa di ostacoli concreti come barriere fisiche, logistiche, comunicative ed economiche. Il fenomeno potrebbe riguardare fino a 2,9 milioni di persone in Italia.

I risultati della ricerca sono stati presentati alla Camera dei deputati durante un incontro promosso dalla deputata Ilenia Malavasi, con la partecipazione dell’onorevole Luciano Ciocchetti.

Un bisogno diffuso di supporto psicologico

L’indagine evidenzia come il bisogno di supporto psicologico sia molto diffuso anche tra i caregiver. In Italia 12,7 milioni di adulti tra i 18 e i 64 anni si occupano della cura di figli minori o di familiari anziani, malati o con disabilità.

Tra loro:

  • il 43% ritiene che i servizi di supporto psicologico non siano adeguatamente accessibili

  • il 50,4% dichiara che prenderebbe in considerazione la psicoterapia online, pur non avendola mai utilizzata

Il dato suggerisce quindi una domanda latente di servizi psicologici più accessibili e flessibili.

Il Manifesto per l’accesso alla psicoterapia

Dalla survey è nato il “Manifesto per l’accesso alla psicoterapia”, promosso da Fish e Serenis. Il documento propone alcune linee guida per rendere più inclusivo il supporto psicologico.

Tra le principali proposte:

  • garantire percorsi terapeutici accessibili in presenza, online o ibridi

  • rendere più visibile l’offerta di terapeuti specializzati nelle diverse disabilità

  • promuovere formazione specifica per i professionisti

  • sviluppare sportelli digitali e territoriali con materiali accessibili

  • integrare i percorsi psicologici nei servizi territoriali e nella rete associativa

Il Manifesto prevede anche la creazione di un osservatorio tecnico per monitorare accessibilità e qualità dei servizi, con dati pubblici sugli esiti dei percorsi terapeutici.

Il tema dell’accessibilità

Secondo il presidente di Fish, Vincenzo Falabella, il dato sulle rinunce rappresenta un problema strutturale del sistema di assistenza alla salute mentale.

Il supporto psicologico, secondo la federazione, dovrebbe essere considerato parte integrante del progetto di vita delle persone con disabilità, favorendo autodeterminazione, inclusione sociale e benessere.

Il dibattito riapre quindi la questione di come garantire un accesso più equo ai servizi di salute mentale, superando barriere economiche, infrastrutturali e culturali che ancora limitano l’utilizzo della psicoterapia da parte di molte persone.

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