La ricchezza netta delle famiglie italiane continua a crescere in termini nominali, ma resta inferiore rispetto ai livelli precedenti alla fiammata inflazionistica del 2022. Secondo i dati diffusi dall’Istat, alla fine del 2024 il patrimonio complessivo delle famiglie ha raggiunto 11.732 miliardi di euro.
Rispetto al 2023 si registra un aumento del 2,8% a prezzi correnti, ma considerando l’effetto dell’inflazione il valore reale rimane oltre il 5% più basso rispetto al 2021.
Il peso dell’inflazione sulla ricchezza
La crescita registrata negli ultimi due anni è stata in gran parte assorbita dall’aumento dei prezzi, che ha ridotto il potere d’acquisto reale del patrimonio delle famiglie.
In particolare nel 2022 l’inflazione elevata ha eroso parte della ricchezza accumulata negli anni precedenti, rendendo il recupero solo parziale nonostante la ripresa nominale registrata nel 2024.
Crescono immobili e attività finanziarie
Nel dettaglio, l’aumento della ricchezza è stato trainato soprattutto da due componenti:
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attività non finanziarie (+1,9%), in particolare il valore delle abitazioni
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attività finanziarie (+3,6%)
Il patrimonio immobiliare continua infatti a rappresentare una quota rilevante della ricchezza delle famiglie italiane, con una crescita che prosegue per il terzo anno consecutivo.
Anche le attività finanziarie hanno registrato un incremento, favorito dall’andamento positivo di:
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quote di fondi comuni
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titoli finanziari
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riserve assicurative
Passività in lieve aumento
Le passività finanziarie delle famiglie sono cresciute solo moderatamente, soprattutto per l’aumento di debiti commerciali e altre voci di passivo, senza variazioni particolarmente rilevanti.
Il confronto internazionale
Nel confronto con altri Paesi avanzati, il rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile delle famiglie è rimasto stabile in Italia e in Canada.
Diversa la situazione in altri Stati europei, dove il rapporto è diminuito per il terzo anno consecutivo, in particolare in Francia e Regno Unito.
Le altre componenti dell’economia
Il rapporto dell’Istat analizza anche la ricchezza degli altri settori economici.
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Le società non finanziarie hanno una ricchezza netta pari a 1.015 miliardi di euro, con crescita trainata soprattutto dagli immobili e dal valore delle azioni.
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Le società finanziarie hanno registrato una crescita dell’1,2%, interrompendo la fase di calo iniziata nel 2022.
Per quanto riguarda lo Stato, la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche resta negativa, pari a –1.522 miliardi di euro alla fine del 2024, con un peggioramento rispetto all’anno precedente dovuto all’aumento delle passività.
Il rapporto tra ricchezza pubblica e Pil risulta in peggioramento in Italia e Francia, mentre in altri Paesi non si osservano variazioni significative.