VOCE
ECONOMIA
10.03.2026 - 18:00
Il governo sta lavorando a un piano per contrastare l’aumento dei prezzi di benzina e diesel, che nelle ultime settimane stanno tornando a crescere. Tra le ipotesi allo studio c’è il meccanismo delle accise mobili, uno strumento che permetterebbe di ridurre temporaneamente le accise quando i prezzi dei carburanti salgono.
A confermare che la misura è in valutazione è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tuttavia il provvedimento non è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri e potrebbe arrivare più avanti, eventualmente con un nuovo decreto legge o attraverso modifiche al cosiddetto decreto bollette.
Come funzionano le accise mobili
Il sistema delle accise mobili prevede che la maggiore IVA incassata dallo Stato quando il prezzo dei carburanti aumenta venga utilizzata per ridurre le accise su benzina e diesel.
In questo modo l’aumento dei prezzi verrebbe parzialmente compensato.
Secondo alcune simulazioni, se il prezzo del petrolio Brent dovesse raggiungere circa 105 dollari al barile, il meccanismo potrebbe garantire un risparmio di circa:
• 4,7 centesimi al litro sulla benzina
• 7,5 centesimi al litro sul diesel
Per questo motivo il governo sta valutando misure aggiuntive, perché il beneficio delle sole accise mobili potrebbe risultare limitato.
Il nodo delle risorse
Uno dei principali problemi riguarda le coperture finanziarie. Per rendere più incisivo l’intervento, l’esecutivo sta cercando ulteriori risorse da affiancare al meccanismo delle accise.
Tra le ipotesi c’è anche quella di intervenire nella legge di conversione del decreto bollette, attualmente all’esame della Camera dei deputati.
Un emendamento in questa direzione è stato presentato dalla Lega, mentre anche il Partito Democratico ha proposto di utilizzare il meccanismo delle accise mobili, estendendolo anche al gas.
Controlli sui possibili rincari speculativi
Oltre agli aiuti agli automobilisti, il governo punta anche su controlli anti-speculazione.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato la cabina di regia della Commissione di allerta rapida sui prezzi dei carburanti, con la partecipazione dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente.
Durante la riunione sarebbero emersi aumenti anomali dei prezzi alla pompa da parte di alcune grandi compagnie petrolifere, con tariffe cresciute più rapidamente rispetto ai prezzi consigliati.
Per questo motivo sono stati avviati controlli mirati da parte della Guardia di Finanza, nell’ambito di un piano operativo concordato tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La cabina di regia tornerà a riunirsi nei prossimi giorni per valutare l’andamento dei prezzi e l’efficacia delle prime verifiche.
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