VOCE
CRONACA
11.03.2026 - 08:00
Una donna è stata condannata a restituire 60mila euro ricevuti dal compagno, dopo il ricorso presentato da uno dei figli dell’uomo. La decisione è arrivata dal Tribunale di Lucca, che ha parzialmente accolto la richiesta dell’erede.
La vicenda riguarda un uomo di 87 anni, morto in Garfagnana, che negli anni aveva effettuato diversi trasferimenti di denaro alla compagna. Dopo la sua morte, i figli hanno scoperto che gran parte del patrimonio tra denaro e immobili era stato trasferito alla donna.
La causa avviata dagli eredi
Gli eredi hanno deciso di rivolgersi alla giustizia per fare chiarezza sulla situazione patrimoniale del padre. Secondo la loro ricostruzione, l’uomo avrebbe trasferito all’amante circa 180mila euro nel corso degli anni.
La causa è stata portata avanti da uno dei figli, che ha chiesto la restituzione delle somme considerate parte dell’eredità.
La sentenza del Tribunale
Il caso è stato esaminato dal giudice Antonio Mondini, del Tribunale di Lucca, che ha stabilito l’annullamento di una parte delle donazioni.
In particolare, il giudice ha ordinato alla donna di restituire 60mila euro, corrispondenti a sei assegni da 10mila euro ciascuno, incassati dalla compagna dell’uomo.
Oltre alla restituzione della somma, la donna dovrà anche pagare le spese legali, quantificate in circa 14mila euro.
Il problema della donazione
La decisione del tribunale si basa su una questione formale. L’uomo era libero di fare donazioni alla compagna, ma non ha seguito la procedura prevista dalla legge.
Secondo l’articolo 782 del Codice civile, una donazione deve essere formalizzata davanti a un notaio e alla presenza di due testimoni. Nel caso in questione, invece, il trasferimento del denaro era stato effettuato semplicemente tramite assegni datati 22 aprile 2007.
Per questo motivo il giudice ha ritenuto valida la richiesta di restituzione relativa a quelle somme.
Le altre somme non recuperabili
Diversa la situazione per altri 120mila euro che, secondo gli eredi, sarebbero stati dati alla donna nel corso degli anni precedenti.
Il tribunale ha stabilito che non è possibile recuperarli, perché si tratta di pagamenti precedenti al 2007 e non esistono prove contabili sufficienti.
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