VOCE
CRONACA
11.03.2026 - 07:00
È partita la Carta del docente per l’anno scolastico 2025/2026, lo strumento che consente agli insegnanti di ricevere un contributo per la formazione professionale. La novità principale è l’estensione della misura anche ai docenti precari, ma l’importo del bonus scende rispetto al passato, accendendo lo scontro politico.
La card vale infatti 383 euro, mentre negli anni precedenti il contributo era di 500 euro.
Più beneficiari: oltre un milione di docenti
Grazie alle nuove regole, la Carta del docente sarà accessibile a oltre 1 milione di insegnanti, circa 200mila in più rispetto allo scorso anno.
Per la prima volta potranno beneficiarne anche:
docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto
insegnanti con incarichi fino al termine delle attività didattiche del 30 giugno
personale educativo dei convitti e degli educandati
La misura, introdotta nel 2015, era stata inizialmente riservata solo ai docenti di ruolo.
La critica di Matteo Renzi
La riduzione dell’importo ha provocato critiche da parte dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha ricordato come la misura fosse stata introdotta durante il suo governo con un valore di 500 euro.
Secondo Renzi, il governo guidato da Giorgia Meloni avrebbe ridotto il bonus per i docenti, criticando la scelta di abbassare l’importo della card.
La replica del ministro Valditara
A difendere le novità è intervenuto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sottolineando che il governo ha deciso di estendere la Carta a oltre 250mila insegnanti precari che finora erano stati esclusi.
Secondo il ministero, alla dotazione tradizionale di 400 milioni di euro destinata alla carta si aggiungono 281 milioni di fondi europei, che saranno assegnati direttamente alle scuole per rafforzare le attività di formazione.
Queste risorse aggiuntive serviranno anche a permettere al personale ATA di accedere in comodato a strumenti tecnologici come hardware e software.
Le critiche dell’opposizione
Le polemiche non si sono limitate al confronto tra Renzi e il ministro. Anche il Partito Democratico ha criticato la scelta del governo.
La deputata Irene Manzi ha definito la decisione “sbagliata e penalizzante”, sostenendo che l’estensione ai docenti precari sarebbe corretta ma che le risorse complessive non sono state aumentate, riducendo così l’importo per tutti.
Critiche sono arrivate anche da Alleanza Verdi e Sinistra, che ha accusato l’esecutivo di ridurre il sostegno economico agli insegnanti.
La difesa del governo
A sostenere la linea dell’esecutivo è intervenuta anche la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, secondo cui le polemiche sarebbero strumentali.
Secondo il governo, la riforma della carta rende la misura più equa, perché include finalmente i docenti precari e rafforza le risorse per la formazione attraverso i fondi europei destinati alle scuole.
Il confronto politico sulla Carta docente resta quindi aperto, tra chi critica la riduzione del bonus individuale e chi difende l’estensione della misura a una platea più ampia di insegnanti.
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