VOCE
CRONACA
14.03.2026 - 16:00
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione da 17,6 milioni di euro a Intesa Sanpaolo per il trattamento illecito dei dati di oltre 2 milioni di correntisti coinvolti nel trasferimento dei conti verso Isybank, la banca digitale controllata dal gruppo.
L’Autorità ha annunciato il provvedimento al termine di un’indagine complessa avviata dopo numerose segnalazioni dei clienti. Secondo quanto emerso durante l’istruttoria, l’operazione avrebbe comportato gravi violazioni nella gestione dei dati e nella comunicazione ai correntisti.
Perché è arrivata la sanzione
Il trasferimento dei clienti verso Isybank sarebbe avvenuto sulla base di criteri di profilazione stabiliti dalla banca. Tra questi: età inferiore ai 65 anni, uso abituale dei servizi digitali nell’ultimo anno, assenza di prodotti di investimento e disponibilità economiche sotto determinate soglie.
Secondo il Garante, questa operazione ha comportato modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali e delle modalità di gestione del conto, diverse da quelle originariamente sottoscritte con Intesa Sanpaolo.
Comunicazioni poco trasparenti
Nel mirino dell’Autorità sono finite anche le modalità di informazione ai clienti. Le comunicazioni relative al trasferimento sarebbero state inviate durante il periodo estivo e inserite nell’archivio dell’app bancaria senza un’evidenza sufficiente rispetto all’importanza della modifica.
Secondo il Garante, il livello di trasparenza non è stato adeguato rispetto a un cambiamento così rilevante per milioni di correntisti.
Il precedente intervento dell’Antitrust
La vicenda era già finita sotto la lente delle autorità nel 2023, quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva disposto lo stop temporaneo all’operazione per tutelare circa 2,4 milioni di clienti.
In quell’occasione era stato stabilito che i correntisti dovessero essere messi nelle condizioni di scegliere liberamente se restare in Intesa Sanpaolo oppure passare alla banca digitale del gruppo.
Con la multa da 17,6 milioni di euro, il Garante della Privacy chiude ora formalmente l’indagine sull’operazione di migrazione verso Isybank.
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