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TURISMO

Guerra in Iran, cambiano le mete turistiche

Molti viaggiatori europei rinunciano a Turchia e Cipro e scelgono destinazioni più sicure

Guerra in Iran, cambiano le mete turistiche

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta influenzando anche il settore del turismo. L’instabilità in Medio Oriente, la chiusura di alcuni spazi aerei e la cancellazione di numerosi voli stanno spingendo molti viaggiatori europei a rivedere i piani per Pasqua e per l’estate.

Secondo operatori turistici internazionali, cresce il numero di turisti che rinuncia a mete del Mediterraneo orientale come Turchia e Cipro, preferendo destinazioni percepite come più sicure e facilmente raggiungibili, tra cui Italia, Spagna, Malta e Croazia.

I grandi tour operator segnalano già un aumento delle prenotazioni verso queste destinazioni. Allo stesso tempo resta forte l’interesse per viaggi a lungo raggio che non dipendono dalle rotte del Medio Oriente, con una crescita delle richieste per Caraibi e America Latina, in particolare Repubblica Dominicana, Giamaica e Brasile.

La crisi sta però creando difficoltà anche alle aziende del settore. Alcune compagnie aeree e piattaforme turistiche hanno registrato cali in Borsa, mentre diversi voli sono stati cancellati o riorganizzati.

Il Medio Oriente, che negli ultimi anni aveva puntato molto sul turismo con grandi investimenti, è tra le aree più colpite. Secondo alcune stime, la regione starebbe perdendo centinaia di milioni di dollari al giorno in spesa turistica a causa della crisi.

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