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Università, crollano gli iscritti: -100mila studenti entro il 2040

Calano le immatricolazioni e arretrano le lauree Stem: pesa la denatalità

Università, crollano gli iscritti: -100mila studenti entro il 2040

L’università italiana registra un nuovo segnale d’allarme: gli iscritti diminuiscono e il trend è destinato a peggiorare nei prossimi anni.

Secondo i primi dati del Ministero, le immatricolazioni sono calate del 3,3% nell’ultimo anno, passando da oltre 338mila a circa 327mila studenti. Un’inversione di tendenza dopo gli anni successivi al Covid.

Il dato più preoccupante riguarda il futuro: a causa della denatalità, gli atenei italiani potrebbero perdere fino a 100mila iscritti entro il 2040.

A sorprendere è anche il calo delle lauree Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), considerate tra le più richieste dal mercato del lavoro. Gli iscritti a questi corsi scendono sotto quota 94mila, con una percentuale in flessione sul totale.

Crescono invece le facoltà economico-giuridiche e sociali, che rappresentano oggi circa il 37% delle immatricolazioni, mentre l’area umanistica resta stabile. In calo anche il settore sanitario, che perde sia in numeri assoluti sia in percentuale.

Il fenomeno si inserisce in un contesto già critico: l’Italia è tra i Paesi europei con meno laureati e con una disoccupazione giovanile ancora elevata.

Tra le possibili soluzioni, un ruolo sempre più importante potrebbe essere svolto dalle università telematiche, che permettono un accesso più flessibile e inclusivo agli studi.

Il rischio, però, è chiaro: senza un’inversione di rotta, il sistema universitario potrebbe trovarsi sempre più svuotato, con effetti diretti sulla crescita e sulla competitività del Paese.

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