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CRONACA

Dalla fuga a Bali al caso giudiziario: la storia della famiglia nel bosco

Tra vita “off-grid”, scontro con lo Stato e affidamento dei figli ai servizi sociali

Dalla fuga a Bali al caso giudiziario: la storia della famiglia nel bosco

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” nasce molto prima del caso mediatico esploso in Italia. Tutto inizia nel 2016, quando Nathan Trevallion e Catherine Birmingham si incontrano a Bali e decidono di cambiare radicalmente vita.

Dopo un’esperienza segnata anche da un grave incidente, la coppia sceglie di trasferirsi in Italia per costruire un’esistenza più semplice e a contatto con la natura. In Abruzzo acquistano un casolare isolato e avviano uno stile di vita “off-grid”, cioè indipendente da elettricità, gas e servizi tradizionali.

Negli anni nascono i loro tre figli e la famiglia vive per diverso tempo lontana dai riflettori. La situazione cambia nel 2024, quando un’intossicazione da funghi porta tutti in ospedale e fa emergere le prime preoccupazioni delle autorità.

Da quel momento inizia l’intervento dei servizi sociali, con segnalazioni legate a condizioni di vita, istruzione e assistenza sanitaria dei minori. La tensione cresce fino al tentativo della madre di allontanarsi con i figli per evitare l’intervento dello Stato.

Il caso entra così in una fase giudiziaria: il tribunale dispone prima la limitazione della responsabilità genitoriale, poi la sospensione e il collocamento dei bambini in una struttura protetta.

Nel frattempo emergono criticità soprattutto sul fronte dell’istruzione, con ritardi nell’apprendimento e un modello educativo basato sull’“unschooling” ritenuto incompatibile con gli obblighi previsti dalla legge italiana.

La situazione si complica ulteriormente nel 2026, quando viene disposto anche l’allontanamento della madre dalla casa famiglia, ritenuto necessario per il benessere dei minori.

Oggi la famiglia è divisa e il caso resta aperto, in attesa delle valutazioni definitive. Sullo sfondo rimane uno scontro più ampio: quello tra libertà di scelta educativa e tutela dei diritti dei bambini.

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