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TECNOLOGIA

Riconoscimento facciale, stop fino al 2027

La moratoria evita il vuoto normativo, ma ora serve una legge

Riconoscimento facciale, stop fino al 2027

l Parlamento italiano ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2027 la moratoria sul riconoscimento facciale, rinviando l’uso diffuso delle cosiddette “telecamere intelligenti”. La misura, inserita nel decreto Milleproroghe, rappresenta una pausa necessaria per costruire una normativa completa, ancora assente nel sistema italiano.

Cosa prevede la moratoria
La proroga non introduce un divieto totale, ma blocca l’utilizzo indiscriminato dei sistemi di identificazione biometrica nei luoghi pubblici.

In particolare:

  • i soggetti privati non possono installare sistemi di riconoscimento facciale in spazi aperti al pubblico (come negozi, stadi o cinema),
  • le forze dell’ordine possono utilizzare queste tecnologie solo in casi specifici e con autorizzazione del Garante della privacy,
  • restano possibili eccezioni per indagini giudiziarie, in contesti già regolati.

L’obiettivo è evitare una diffusione senza regole di strumenti considerati tra i più invasivi per la sfera personale.

Il quadro europeo e i limiti attuali
A livello europeo, con l’entrata in vigore dell’AI Act, il riconoscimento facciale in tempo reale negli spazi pubblici è già fortemente limitato, con eccezioni ristrette per motivi di sicurezza.

In Italia però manca ancora una legge nazionale che definisca quando e come queste tecnologie possano essere utilizzate, creando una situazione di incertezza normativa.

Il ruolo del Garante e i rischi senza regole
In assenza di una normativa specifica, il principale argine resta il Garante per la protezione dei dati personali, che negli anni ha già bloccato diversi progetti.

Senza la proroga, si sarebbe creato un “liberi tutti” normativo, con il rischio di un uso diffuso e poco controllato sia da parte dei privati che delle autorità.

Le criticità: errori e controllo sociale
Il dibattito non riguarda solo la privacy, ma anche l’affidabilità e le implicazioni sociali di questi sistemi.

Tra i principali problemi evidenziati:

  • errori di identificazione, spesso più frequenti su alcune categorie di persone,
  • mancanza di trasparenza su raccolta e conservazione dei dati,
  • rischio di utilizzo per forme di controllo sociale esteso.

Questi elementi rendono necessario un quadro normativo chiaro e rigoroso.

La sfida entro il 2028
La proroga offre tempo, ma impone anche una responsabilità: entro il 2028 l’Italia dovrà dotarsi di una legge organica sul riconoscimento biometrico.

I punti chiave da definire saranno:

  • i casi in cui l’uso è consentito,
  • le garanzie per i cittadini,
  • i limiti alla conservazione dei dati,
  • i meccanismi di controllo e ricorso.

Una partita ancora aperta
Il futuro del riconoscimento facciale resta incerto. La moratoria rappresenta una tutela temporanea, ma il vero equilibrio tra sicurezza e diritti si giocherà nella prossima legge.

In gioco ci sono privacy, libertà individuali e modello di società digitale che il Paese intende costruire.

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