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CRONACA

Senza dimora, l’Italia li conta: oltre 10mila nelle grandi città

Dati Istat: migliaia dormono ancora in strada, mancano posti letto

Senza dimora, l’Italia li conta: oltre 10mila nelle grandi città

C’è un’Italia che vive ai margini e che oggi ha finalmente una misura concreta: 10.037 persone senza dimora censite in una sola notte nelle principali città. È il risultato della rilevazione realizzata da Istat insieme alla federazione dei servizi per i senza dimora, che restituisce una fotografia chiara della marginalità urbana nel Paese.

Una notte per fotografare l’emergenza
Il censimento, condotto con la metodologia “Point in Time” in 14 grandi città, ha permesso di quantificare la grave precarietà abitativa. I dati mostrano che:

  • 5.563 persone hanno trovato posto in strutture di accoglienza,
  • circa 4.500 hanno dormito all’aperto o in sistemazioni di fortuna.

In altre parole, quasi una persona su due resta senza un riparo stabile, anche solo per la notte.

Le città più colpite
La distribuzione geografica riflette il peso delle grandi aree urbane:

  • Roma è la città con il numero più alto (oltre 2.600 persone),
  • seguono Milano (oltre 1.600),
  • Torino e Napoli superano entrambe quota mille.

Particolarmente critico il dato di Genova, dove la maggioranza delle persone senza dimora è costretta a dormire in strada, segnalando una forte difficoltà del sistema di accoglienza locale.

Chi sono le persone senza dimora
Il profilo che emerge è complesso e lontano da molti stereotipi:

  • la maggioranza è composta da uomini,
  • le donne rappresentano una quota più bassa, spesso invisibile perché più esposta a rischi,
  • oltre due terzi sono cittadini stranieri,
  • cresce la presenza di giovani adulti (18-30 anni),
  • significativa anche la quota di over 60, segno di fragilità diffuse.

La fascia più ampia resta quella tra i 31 e i 60 anni, che rappresenta il cuore della marginalità urbana.

Il problema strutturale: mancano i posti letto
Uno dei dati più rilevanti riguarda la capacità di risposta delle città. A fronte di oltre 10mila persone, i posti disponibili sono 6.678, con un deficit di circa 3.400 posti letto.

Questo significa che migliaia di persone sono costrette a dormire all’aperto non per scelta, ma per mancanza di alternative.

Un fenomeno sottostimato
Il numero reale potrebbe essere ancora più alto. Molte persone senza dimora non risultano nei registri ufficiali, diventando invisibili anche per lo Stato, oltre che per la società.

Si tratta di individui che vivono ai margini non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista amministrativo e dei diritti.

Dai numeri alle politiche
Il censimento rappresenta un punto di partenza: trasformare questi dati in interventi concreti sarà la vera sfida. L’obiettivo è passare dalla misurazione del problema alla costruzione di soluzioni durature, capaci di incidere sulla vita delle persone.

Il quadro che emerge è netto: la marginalità estrema non è episodica, ma strutturale, e richiede risposte coordinate, continuative e adeguate alla dimensione del fenomeno.

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