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SALUTE

Farmaco antifumo rimborsato: svolta per chi vuole smettere

Arriva la citisina, trattamento orale coperto dal Servizio sanitario

Farmaco antifumo rimborsato: svolta per chi vuole smettere

In Italia il fumo resta una delle dipendenze più diffuse, ma cambia lo scenario terapeutico con l’introduzione della citisina, principio attivo contenuto nel farmaco Recigar, ora rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. La misura è diventata operativa dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, rendendo questo trattamento il primo specificamente indicato per smettere di fumare accessibile con copertura pubblica. Si tratta di una sostanza già conosciuta e utilizzata da anni, soprattutto nei Paesi dell’Europa orientale, che entra ora in modo strutturato anche nel sistema sanitario italiano.

La dipendenza da nicotina continua a rappresentare un problema rilevante: circa 12 milioni di persone fumano in Italia, pari a un adulto su quattro. Il tabacco è inoltre tra le principali cause evitabili di morte, con decine di migliaia di decessi ogni anno. Numeri che spiegano l’attenzione crescente verso terapie capaci di agire sui meccanismi biologici della dipendenza e di supportare concretamente chi decide di smettere.

La citisina è una sostanza di origine vegetale, estratta dai semi di una pianta della famiglia delle Fabaceae, studiata da tempo e oggi al centro di nuove valutazioni scientifiche. Negli ultimi anni diversi studi clinici internazionali hanno approfondito efficacia e sicurezza, riportando questo principio attivo al centro del dibattito sul trattamento del tabagismo.

Dal punto di vista farmacologico, il suo effetto si concentra sui recettori nicotinici dell’acetilcolina, strutture presenti nel sistema nervoso coinvolte nei meccanismi della dipendenza. La nicotina si lega a questi recettori attivando i circuiti cerebrali della ricompensa e stimolando il rilascio di dopamina, alla base della sensazione di piacere. La citisina interviene su questo processo comportandosi come agonista parziale: si lega agli stessi recettori ma li attiva in modo più debole. Questo consente da un lato di ridurre i sintomi dell’astinenza, come irritabilità e desiderio di fumare, e dall’altro di rendere meno gratificante l’assunzione di nicotina, ostacolando il meccanismo che alimenta la dipendenza.

Il trattamento è pensato per accompagnare la fase più delicata della cessazione del fumo. Il farmaco viene assunto per via orale in compresse, secondo uno schema di circa 25 giorni con dosaggio progressivamente ridotto. Nella fase iniziale le somministrazioni sono più frequenti per gestire l’astinenza, mentre nelle settimane successive diminuiscono fino alla sospensione. È previsto anche un momento preciso in cui interrompere completamente il fumo, stabilito all’inizio del percorso terapeutico.

La rimborsabilità rappresenta un passaggio importante perché consente al farmaco di essere prescritto e fornito con copertura del sistema sanitario, riducendo il costo per i pazienti. L’accesso avviene generalmente all’interno di percorsi strutturati per smettere di fumare, che possono coinvolgere medici di base, centri antifumo e specialisti, con l’obiettivo di inserire la terapia farmacologica in un contesto clinico adeguato.

Questa novità può ampliare le possibilità di trattamento per i fumatori, rendendo più accessibili strumenti terapeutici finora poco diffusi e rafforzando l’approccio integrato alla lotta contro il tabagismo, che unisce supporto medico, strategie comportamentali e interventi farmacologici.

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