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CRONACA

Lampedusa, naufragio nella notte: 19 morti per ipotermia

Decine di sopravvissuti soccorsi in mare, tra loro due bambini

Lampedusa, naufragio nella notte: 19 morti per ipotermia

Una nuova tragedia si è consumata al largo di Lampedusa, dove un intervento di soccorso ha portato al recupero di 19 migranti morti, vittime delle condizioni estreme affrontate durante la traversata. Il naufragio è avvenuto in acque internazionali, a circa 85 miglia dalla costa siciliana, dove un’imbarcazione con decine di persone a bordo è stata intercettata in difficoltà.

L’operazione è iniziata nella notte e si è trasformata in una lunga emergenza durata ore. Al momento del soccorso erano già presenti i primi corpi senza vita, mentre durante il trasferimento verso Lampedusa, tra pioggia, vento forte e temperature molto basse, la situazione è ulteriormente peggiorata. La maggior parte delle vittime è deceduta per ipotermia, aggravata dall’esposizione prolungata al freddo e dalle condizioni del mare.

A bordo si trovavano complessivamente 77 persone. I sopravvissuti sono 58, ma alcuni di loro versano in condizioni critiche. Sette adulti sono stati ricoverati per ipotermia grave e per segni di intossicazione da carburante, dovuta alla miscela di acqua e idrocarburi presente sul fondo dell’imbarcazione. Tra i soccorsi anche due bambini, attualmente sotto osservazione ma non in pericolo di vita.

Una volta giunti sull’isola, le salme sono state trasferite nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, mentre gli altri migranti sono stati accolti nel centro di contrada Imbriacola, che fino a poche ore prima ospitava un numero molto limitato di persone.

Dalle prime ricostruzioni emerge che la partenza sarebbe avvenuta dalle coste libiche approfittando di condizioni meteo inizialmente favorevoli, poi rapidamente peggiorate. Il cambiamento improvviso del clima nel Canale di Sicilia ha esposto i migranti a freddo intenso, vento e acqua gelida, trasformando il viaggio in una situazione di estrema pericolosità.

Le operazioni di soccorso si sono svolte in condizioni particolarmente difficili, con il mare in tempesta e collegamenti marittimi sospesi, a testimonianza della complessità dell’intervento. L’episodio riporta al centro l’emergenza delle traversate nel Mediterraneo, ancora segnate da viaggi ad alto rischio e conseguenze drammatiche.

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