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AMBIENTE

Crisi idrica, l’allarme del Wwf

Le piogge record non bastano: acqua in calo nel lungo periodo

Crisi idrica, l’allarme del Wwf

Le abbondanti piogge dell’ultimo inverno non sono sufficienti a risolvere il problema della scarsità d’acqua in Italia. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il Wwf richiama l’attenzione su una tendenza di lungo periodo: negli ultimi decenni la disponibilità idrica nel Paese è diminuita di circa il 19%.

Nonostante le precipitazioni eccezionali registrate tra gennaio e febbraio 2026, il quadro resta critico. L’aumento delle piogge, infatti, non compensa gli effetti strutturali dei cambiamenti climatici e delle modalità di gestione della risorsa.

Secondo gli esperti, il problema principale è proprio la gestione dell’acqua, ancora troppo spesso frammentata e basata su interventi emergenziali. Serve invece una pianificazione più coordinata, fondata su dati aggiornati e su una visione di lungo periodo.

Tra le soluzioni indicate c’è la necessità di proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali, come zone umide, foreste e aree di ricarica delle falde, che svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo dell’acqua. Allo stesso tempo, viene sottolineata l’importanza di innovare le infrastrutture e promuovere il riuso delle risorse idriche.

Anche il settore agricolo è chiamato a cambiare, con modelli meno dipendenti dall’acqua e più sostenibili. Accanto a questo, resta centrale la lotta al cambiamento climatico, con la riduzione delle emissioni e il progressivo abbandono dei combustibili fossili.

I dati confermano una tendenza negativa. Nel 2025 le risorse idriche disponibili sono risultate inferiori rispetto alle medie storiche, con un calo significativo rispetto agli anni precedenti. Un segnale che evidenzia come la crisi non sia episodica, ma strutturale.

L’acqua viene così indicata come una priorità nazionale, che richiede interventi coordinati, maggiore consapevolezza e politiche capaci di garantire un utilizzo più efficiente e sostenibile nel tempo.

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