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CRONACA

Pedoni a rischio: oltre una vittima al giorno in Italia

Crescono gli incidenti anche sulle strisce pedonali

Pedoni a rischio: oltre una vittima al giorno in Italia

Nei primi mesi del 2026 si registra un aumento preoccupante degli incidenti stradali che coinvolgono pedoni. In meno di 100 giorni sono già 120 le persone investite e uccise, con un incremento del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Si tratta di una tendenza che evidenzia un problema strutturale nella sicurezza stradale, con numeri che continuano a crescere nonostante le misure di prevenzione.

I dati più allarmanti

Tra gli aspetti più critici emerge il numero di incidenti avvenuti proprio nei punti teoricamente più sicuri. Quasi la metà dei decessi, 58 su 120 (48,3%), è avvenuta sulle strisce pedonali.

Un dato che mette in discussione l’efficacia delle tutele per chi attraversa la strada e sottolinea una diffusa mancanza di rispetto delle regole.

Inoltre:

  • 13 incidenti hanno visto il conducente fuggire senza prestare soccorso
  • alcuni pedoni sono stati investiti persino sui marciapiedi

Chi sono le vittime

L’analisi evidenzia che le categorie più vulnerabili restano le più colpite:

  • 60 vittime avevano più di 65 anni
  • 79 erano uomini e 41 donne

Tra i casi più recenti anche quello di un ragazzo di 16 anni, investito mentre attraversava la strada.

La distribuzione sul territorio

La Lombardia è la regione con il maggior numero di vittime, seguita da altre aree densamente popolate. I dati indicano:

  • Lombardia: 16 vittime
  • Lazio: 13
  • Piemonte: 12
  • Veneto: 12
  • Campania: 10
  • Toscana: 9
  • Liguria e Puglia: 8
  • Emilia-Romagna: 7
  • Sicilia: 6
  • Calabria: 5
  • Umbria: 4
  • Marche e Friuli Venezia Giulia: 3
  • Abruzzo e Sardegna: 2

Un’emergenza da affrontare

I numeri mostrano come la sicurezza dei pedoni resti una criticità aperta. L’elevata incidenza di incidenti sulle strisce pedonali e nei centri urbani evidenzia la necessità di interventi più efficaci su controlli, infrastrutture e sensibilizzazione.

La crescita dei dati nel 2026 conferma che il fenomeno non è in diminuzione e richiede azioni concrete per ridurre il rischio sulle strade.

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