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CRONACA

Accoltella la prof, confessione del 13enne

Indagini su movente e attività online, il minore affidato ai servizi

Accoltella la prof, confessione del 13enne

Emergono nuovi dettagli sull’aggressione avvenuta a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove un ragazzo di 13 anni ha accoltellato la sua insegnante, Chiara Mocchi. Dopo il fermo, il minore ha ammesso di aver pianificato l’attacco e di voler uccidere la docente, rivelando anche pensieri violenti nei confronti dei genitori.

Un gesto premeditato
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’azione sarebbe stata organizzata in anticipo:

  • acquisto del coltello online,
  • preparazione di una diretta video dell’aggressione,
  • contatti con altre persone per diffondere le immagini.

Elementi che indicano una pianificazione dettagliata, non un gesto improvviso.

Le conversazioni prima dell’attacco
Dalle chat analizzate emergono segnali precedenti all’aggressione. Nei giorni precedenti, il ragazzo avrebbe:

  • parlato delle sue intenzioni violente,
  • chiesto ad altri utenti di diffondere il video,
  • ricevuto tentativi di dissuasione da parte di alcuni contatti.

Una coetanea, in particolare, avrebbe cercato fino all’ultimo di convincerlo a fermarsi.

La situazione familiare e il disagio
Nonostante rapporti familiari descritti come apparentemente sereni, erano già emerse tensioni legate alla scuola. I genitori avevano infatti deciso di rivolgersi a una psicologa, segnale di un disagio che però non aveva fatto prevedere un’escalation così grave.

Il percorso giudiziario e assistenziale
Essendo non imputabile per età, il minore è stato affidato ai servizi sociali su disposizione del tribunale per i minorenni.

Sono stati avviati:

  • un procedimento civile,
  • un procedimento penale per le indagini.

Il ragazzo sarà sottoposto a valutazione neuropsichiatrica e inserito in una struttura adeguata, con un percorso educativo e terapeutico seguito da un tutore nominato dal tribunale.

Indagini anche sul contesto online
Gli investigatori stanno approfondendo le attività digitali del minore, in particolare i contatti su piattaforme di messaggistica, per verificare:

  • eventuali influenze esterne,
  • il contesto in cui si è sviluppata la decisione,
  • il ruolo dei contenuti condivisi online.

Un caso complesso
L’episodio solleva interrogativi profondi su disagio giovanile, uso dei social e prevenzione. Al centro restano ora le indagini e il percorso di recupero del minore, mentre la comunità scolastica affronta le conseguenze di un evento che ha segnato profondamente studenti e docenti.

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