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CRONACA

Hormuz, scatta il blocco Usa e cresce la tensione

Timori per la tregua e rischio escalation nel Golfo

Hormuz, scatta il blocco Usa e cresce la tensione

Sale la tensione nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. È entrato in vigore il blocco navale nello Stretto di Hormuz deciso dal presidente Donald Trump, una mossa che rischia di avere conseguenze globali sul piano militare ed economico.

Secondo il comando centrale Usa, il blocco riguarda le navi dirette verso i porti iraniani, con controlli estesi alle acque del Golfo Persico e del Golfo dell’Oman.

Israele: tregua a rischio imminente

Dal fronte israeliano arrivano segnali di forte preoccupazione. Il premier Benjamin Netanyahu ritiene che il cessate il fuoco con l’Iran possa interrompersi in tempi molto brevi, dopo il fallimento dei negoziati diplomatici.

Israele ha inoltre espresso sostegno al blocco navale statunitense, sottolineando il coordinamento con Washington.

La risposta dell’Iran

Teheran ha reagito con toni duri, avvertendo che eventuali attacchi ai propri porti provocherebbero una risposta su scala regionale. Le autorità iraniane hanno dichiarato che, in caso di escalation, nessun porto del Golfo sarebbe più sicuro.

Sul passaggio nello stretto, l’Iran ha annunciato limitazioni per le navi considerate ostili, lasciando intendere possibili restrizioni alla navigazione.

Divisioni tra alleati e appelli alla calma

La comunità internazionale appare divisa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che la chiusura dello stretto rappresenta un danno grave e ha ribadito l’importanza della libertà di navigazione.

Anche la Cina ha chiesto di garantire la sicurezza delle rotte commerciali, mentre il Regno Unito, con il premier Keir Starmer, ha preso le distanze dal blocco deciso dagli Stati Uniti.

Sul piano diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’organizzazione di una conferenza internazionale per una possibile missione volta a ristabilire la sicurezza nell’area.

Rischio escalation militare

Secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando anche attacchi militari mirati contro l’Iran, dopo lo stallo nei colloqui. Uno scenario che aumenterebbe ulteriormente il rischio di un allargamento del conflitto.

Lo Stretto di Hormuz è uno snodo cruciale per il traffico energetico mondiale. Un suo blocco prolungato potrebbe avere effetti immediati sui prezzi di petrolio e gas, aggravando le tensioni economiche già in corso.

La situazione resta in evoluzione, con il timore crescente che la crisi possa trasformarsi in una nuova fase di instabilità globale.

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