VOCE
CRONACA
13.04.2026 - 18:15
Sale la tensione nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. È entrato in vigore il blocco navale nello Stretto di Hormuz deciso dal presidente Donald Trump, una mossa che rischia di avere conseguenze globali sul piano militare ed economico.
Secondo il comando centrale Usa, il blocco riguarda le navi dirette verso i porti iraniani, con controlli estesi alle acque del Golfo Persico e del Golfo dell’Oman.
Israele: tregua a rischio imminente
Dal fronte israeliano arrivano segnali di forte preoccupazione. Il premier Benjamin Netanyahu ritiene che il cessate il fuoco con l’Iran possa interrompersi in tempi molto brevi, dopo il fallimento dei negoziati diplomatici.
Israele ha inoltre espresso sostegno al blocco navale statunitense, sottolineando il coordinamento con Washington.
La risposta dell’Iran
Teheran ha reagito con toni duri, avvertendo che eventuali attacchi ai propri porti provocherebbero una risposta su scala regionale. Le autorità iraniane hanno dichiarato che, in caso di escalation, nessun porto del Golfo sarebbe più sicuro.
Sul passaggio nello stretto, l’Iran ha annunciato limitazioni per le navi considerate ostili, lasciando intendere possibili restrizioni alla navigazione.
Divisioni tra alleati e appelli alla calma
La comunità internazionale appare divisa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che la chiusura dello stretto rappresenta un danno grave e ha ribadito l’importanza della libertà di navigazione.
Anche la Cina ha chiesto di garantire la sicurezza delle rotte commerciali, mentre il Regno Unito, con il premier Keir Starmer, ha preso le distanze dal blocco deciso dagli Stati Uniti.
Sul piano diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’organizzazione di una conferenza internazionale per una possibile missione volta a ristabilire la sicurezza nell’area.
Rischio escalation militare
Secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando anche attacchi militari mirati contro l’Iran, dopo lo stallo nei colloqui. Uno scenario che aumenterebbe ulteriormente il rischio di un allargamento del conflitto.
Lo Stretto di Hormuz è uno snodo cruciale per il traffico energetico mondiale. Un suo blocco prolungato potrebbe avere effetti immediati sui prezzi di petrolio e gas, aggravando le tensioni economiche già in corso.
La situazione resta in evoluzione, con il timore crescente che la crisi possa trasformarsi in una nuova fase di instabilità globale.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 