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CRONACA

Docenti precari scrivono a Meloni: "Situazione insostenibile"

Richiesto un decreto urgente per la stabilizzazione nella scuola

Docenti precari scrivono a Meloni: "Situazione insostenibile"

Una lettera aperta indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni riporta al centro il tema del precariato nella scuola. A firmarla è il Coordinamento Docenti Precari, che denuncia una condizione definita ormai non più sostenibile.

Contratti a termine e mancate stabilizzazioni

Al centro della protesta c’è l’uso prolungato dei contratti a tempo determinato. Migliaia di insegnanti, si legge nella lettera, lavorano da anni senza una prospettiva concreta di assunzione stabile.

Secondo i docenti, le politiche attuali non affrontano il problema strutturale, privilegiando i concorsi legati al PNRR e penalizzando chi ha già maturato esperienza nelle scuole.

Accuse al governo e richiami alla legge

Nel testo viene evidenziato il divario tra promesse elettorali e interventi reali. I firmatari parlano di impegni non mantenuti e di misure ritenute insufficienti.

La lettera richiama anche una recente pronuncia della Corte di Cassazione, che ha ribadito come il superamento dei 36 mesi di servizio con contratti a termine possa configurare un abuso, non sanabile con semplici procedure concorsuali.

Impatto sugli studenti

Il problema, sottolineano i docenti, non riguarda solo i lavoratori ma anche la qualità dell’insegnamento. Il continuo turnover degli insegnanti precari rischia di compromettere la continuità didattica e il percorso formativo degli studenti.

La richiesta: intervento immediato

Il Coordinamento chiede al governo un cambio di passo concreto, proponendo:

  • un decreto legge urgente per la stabilizzazione
  • l’avvio di una procedura straordinaria per i precari storici
  • l’apertura di un tavolo tecnico con il Ministero dell’Istruzione

L’obiettivo è superare un sistema che, secondo i firmatari, blocca da anni il settore scolastico.

In attesa di una risposta ufficiale, la mobilitazione punta a riportare l’attenzione su una questione considerata centrale per il futuro della scuola italiana.

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