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Coca-Cola, un colosso da 813 milioni di euro

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E’ il primo soggetto nel settore delle bibite e delle bevande per risorse generate e il primo datore di lavoro nell’industria del settore. Con 813 milioni di euro di risorse generate e distribuite in Italia (0,05% del Pil) e 389 milioni di euro destinati allo Stato generati dalle imposte sui prodotti (0,2% del totale delle imposte versate complessivamente in Italia), e con un impatto occupazionale complessivo di 25.610 posti di lavoro (0,11% della forza lavoro totale in Italia). E’ la fotografia della Coca-Cola.


A scattarla una ricerca commissionata da Coca-Cola Hbc Italia, e realizzata da Sda Bocconi School of Management, sull’impatto economico e occupazionale di Coca-Cola nel Paese relativo al 2015. L’indagine è stata presentata a Milano, in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti Fabrizio Perretti, docente dell’università Bocconi e autore della ricerca, Giangiacomo Pierini, direttore relazioni istituzionali e comunicazione Coca-Cola Hbc Italia, e Cristina Broch, direttore relazioni istituzionali e comunicazione Coca-Cola Italia.


E proprio nel 2017 Coca Cola festeggia 90 anni: era il 1927 quando la Società romana acque gassose iniziò l’imbottigliamento e la distribuzione in tutta Italia della bevanda, la cui ricetta continua ad essere segreta. Gli investimenti dell’azienda vanno avanti da tre generazioni nel nostro paese e sono saldamente radicati nelle realtà locali. Una scelta che ha portato Coca Cola ad essere tra i primi posti in termini di risorse generate nel sistema economico italiano, che contribuisce a creare occupazione partecipando attivamente allo sviluppo del Paese.


Lo studio ha preso in esame il mondo Coca-Cola, presente in Italia con quattro società: Coca-Cola Italia, Coca-Cola Hbc Italia, Fonti del Vulture, Sibeg. In particolare, viene analizzato l’impatto economico di Coca-Cola nel Paese distinguendo tre principali attori: Stato (imposte e contributi versati), imprese (acquisti di beni e servizi e investimenti di beni materiali), famiglie (salari e stipendi erogati ai propri dipendenti).




Concentrando l’attenzione sulle imprese, e quindi sui fornitori, Coca-Cola ha acquistando direttamente beni e servizi da oltre mille fornitori (dislocati su tutto lo stivale: il 66% a Nord, il 34% nel Centro e al Sud) per un valore pari a 275 milioni di euro.


Non solo. Coca-Cola è il primo datore di lavoro nell’industria delle bibite e in quella delle bevande: i dipendenti diretti sono 2.100, dislocati in 9 sedi tra uffici, depositi e stabilimenti. L’impatto occupazionale diretto e indiretto è pari a 25.610 lavoratori (0,11% degli occupati totali in Italia), ad ogni posto di lavoro dipendente diretto corrispondono circa 12 posti di lavoro indiretti. Le persone che dipendono parzialmente o totalmente dai redditi di lavoro generati direttamente o indirettamente da Coca-Cola sono pari circa a 60mila.


La percentuale di donne in Coca-Cola con riferimento ai quadri e ai dirigenti è superiore rispetto alla media delle imprese attive, rispettivamente 43% contro il 28% e 30% contro il 14%.
Le retribuzioni dei dipendenti diretti di Coca-Cola sono mediamente superiori rispetto a quelle italiane a parità di qualifica professionale e si registra una minore sperequazione tra la remunerazione dei dirigenti e quella delle altre qualifiche.


Dal punto di vista territoriale, Coca-Cola distribuisce in totale 147 milioni di euro, di 58 milioni nel Veneto.

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